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19 Giugno – FORZE CIVICHE e DEBOLEZZE POLITICHE: Partecipazione, rappresentanza e democrazia

Nei mesi scorsi abbiamo assistito all’emergere di una nuova e al tempo stesso antichissima coscienza civile e sociale che ha mosso numerosi cittadini a proporsi come strumento attivo e diretto per la gestione della “cosa pubblica”. In tale contesto, Como e la Lombardia hanno sprigionato una grande energia che ha generato o rafforzato molte associazioni e liste accomunate sì dallo spaesamento nei confronti di una politica partitica in difficoltà, ma anche e soprattutto da un forte senso di responsabilità verso la propria comunità. In una parola, dal civismo. Per quanto capace di coinvolgere molti cittadini in un rinnovato impegno civile questa nuova e al tempo stesso antica forza lascia trasparire delle debolezze politiche che devono essere affrontate e risolte se il civismo vorrà continuare a contribuire al risanamento etico ed economico del nostro Paese. Il titolo dell’incontro “forze civiche e debolezze politiche” evoca in effetti non solo l’attuale difficoltà dei partiti tradizionali, ma anche l’immagine del civismo incapace – per sua natura forse – di grande incisività se non a livello locale.
Il termine civismo (civisme) nasce assai significativamente agli albori della rivoluzione francese dal vocabolo latino civis-cittadino e lo si definisce forse in modo un po’ aulico come “nobiltà di sentimenti civili, alto senso dei propri doveri di cittadino e di concittadino, che spinge a trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune” (Treccani). In altre parole, il civismo affonda le proprie radici nella limpida consapevolezza dei diritti/doveri alla base del contratto sociale e si manifesta in azioni volte alla realizzazione dell’interesse comune. Come la forza di una società giusta si estrinseca attraverso l’osservanza delle norme del vivere civile e solidale non meno che nel rispetto per i diritti inviolabili del singolo, così il civismo richiede non solo un sistema di valori profondamente democratici, ma anche un’azione tesa ad un benessere sociale condiviso che permetta il pieno compimento dello Stato di diritto.
In Italia il fenomeno del civismo affonda le radici più recenti nella crisi dei partiti della Prima Repubblica, si inserisce nel vuoto creato dalle difficoltà economiche e politiche dei primi anni Novanta del secolo scorso e si rafforza in quella dei primi anni Dieci. In questa attuale e lunga fase di forte flessione economica e di montante disagio sociale, assistiamo al consolidarsi di un associazionismo tenacemente volto alla difesa dei beni comuni e al rispetto di un vivere civile responsabile e sostenibile. In questi anni il civismo, attraverso le liste civiche, si è confermato come vitalità capace di catalizzare parte del consenso dei cittadini in cerca di nuove forme di partecipazione. Consociando individui non necessariamente della stessa cultura politica mediante un obiettivo comune legato alla tutela e alla gestione dei beni appartenenti alla stessa comunità è indubbio che il civismo abbia un potere aggregante molto forte. Ciononostante, anche se a volte il civismo riesce ad attrarre consenso in quegli elettori che non trovano piena e soddisfacente rappresentanza nell’attuale sistema partitico, non si può negare che la sua natura composita non sia fonte di incertezze, di debolezze, per l’appunto, politiche. E in ogni caso, essendo il consenso nei confronti delle liste civiche molto più facilmente catalizzabile localmente che su scala nazionale, e molto più su problematiche concrete che valoriali-ideologiche, il consolidamento politico dell’azione civica risulta, per ora e di per sé, difficile.
Tali e simili considerazioni lasciano il campo a numerosi interrogativi che tenteremo di affrontare nel corso dell’incontro del 19 giugno. Per fare solo alcuni esempi: in uno scenario politico caratterizzato dal crollo dei consensi nei confronti dei partiti tradizionali, dall’ascesa dell’astensionismo e dalla traiettoria apparentemente meteoritica del movimentismo M5S, che spazio c’è – se c’è – per il civismo? Fa forse parte della natura del civismo l’impossibilità di trasformarsi in vero soggetto politico regionale o nazionale? Tale trasformazione minerebbe la sua base fondante e la sua forza, sfigurando l’identità dei cittadini di per se stessi non organicamente partitici? E se, invece, è possibile un civismo organizzato e strutturato, questo può costituire una forma efficace di partecipazione politica attiva al fianco dei partiti tradizionali?
Oppure il civismo coltiva una visione politica alternativa al sistema dei partiti? E ancora, se è lecito stupirsi quando il Prof. Massimo Cacciari afferma che un certo civismo fuori dalle comunità locali non sia altro che una “cretinata”, si può non essere d’accordo con lui quando sostiene che al nostro Paese servono partiti forti e nazionali? E se è vero che civismo e passione civile sono sinonimi, è altrettanto vero che quest’ultima ha sempre costituito la linfa vitale di qualsiasi partito sano e democratico: perché allora il civismo sembra nutrire crescente diffidenza nell’esprimersi in seno ai partiti tradizionali? I partiti tendono troppo sovente a servirsi del civismo nel corso delle campagne elettorali e trascurarlo durante l’amministrazione della cosa pubblica? Ma se è così, quali possono essere allora le modalità di interazione tra movimenti civici e partiti per migliorare la politica e le Istituzioni nel nostro Paese? Come può, se può e se vuole, il civismo sostenere tale interazione? E infine, può l’esperienza comasca e lombarda proporre alcune risposte a tali interrogativi?
AMO LA MIA CITTA’ (AMC) è nata un anno fa con l’ambizione di contribuire alla rigenerazione della nostra città e al rafforzamento di una azione partecipata per un’amministrazione virtuosa della cosa pubblica. Certamente qualcosa è stato fatto, ma altrettanto certamente c’è ancora molto da fare, soprattutto per quanto riguarda quell’ “abbattere il muro fra palazzo e cittadini” di cui avevamo fatto nostra bandiera. A un anno dalla fondazione, è giunto il momento di interrogarci sul percorso svolto confrontandoci con i grandi movimenti civici lombardi per poter tracciare le linee da seguire nei prossimi anni di amministrazione e impegno civile.

19 giugno 2013 – Cooperativa La Moltrasina – Moltrasio (CO)
Ore 19h00 Buffet
Ore 20h45 Colloquio

Introdurranno il dibattito:
Andrea Di Stefano – fondatore di ETICO e capolista nella provincia di Milano alle scorse elezioni regionali
Corrado Valsecchi – coordinatore regionale di LISTE CIVICHE – fondatore di APPELLO PER LECCO
Darko Pandakovic – capolista nella provincia di Como per PATTO CIVICO alle scorse elezioni regionali
Danilo Lillia – capolista nella provincia di Como per la lista ETICO alle scorse elezioni regionali
Moderatrice:
Gisella Introzzi – assessora al lavoro e alle attività produttive del Comune di Como, Fondatrice di AMC

Scarica la presentazione

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Noi ci siamo! Riflessioni e confronti sulla partecipazione (con Franca Manoukian)

Martedì 26 Marzo, presso la Cooperativa Moltrasina alle 20.45
grazie a un’idea e all’organizzazione di Martino Villani e Mauro Oricchio

AMO LA MIA CITTA’ ha il piacere di invitarvi all’incontro con
FRANCA OLIVETTI MANOUKIAN

La partecipazione è uno dei temi maggiormente evocati nel dibattito pubblico locale e nazionale, ma è al contempo un concetto largamente sconosciuto. L’Associazione d’Azione Civica AMO LA MIA CITTA’ ne parlerà con una persona che da molti anni fa della partecipazione il fulcro della propria azione pubblica e professionale, Franca Olivetti Manoukian.
Cooperativa Moltrasina, via Raschi, 9 – Moltrasio

Biciclettata per le vie di Como

Martedì 1 Maggio
ritrovo alle 16.00 in Piazza Cavour

La coalizione di forze politiche che sostiene Mario Lucini propone martedì 1 maggio una Biciclettata per le vie di Como. Appuntamento alle 16, si parte alle 16,30 da piazza Cavour per ritornare sempre nella stessa piazza alle 17,30.

Guarda il percorso.

EXPO 2015, un messaggio per il mondo, un’occasione di sviluppo per la città

Un incontro dedicato all’Expo come occasione per rilanciare l’economia e la cultura di Como e della Lombardia, puntando su uno sviluppo sostenibile e sulla filiera corta, con la riscoperta delle produzioni e delle eccellenze locali.

Mercoledì 2 maggio 2012, ore 21.00
Salone della CNA di Como Viale Innocenzo XI, 70

Introduce  Massimo Lozzi

A seguire:
Roberto Daneo, già Direttore del Comitato di Candidatura dell’Expo 2015

Andrea Calori, docente di pianificazione territoriale presso il Politecnico di Milano

dialogano con Gisella Introzzi

Coordina l’incontro Mauro Meggiolaro

“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il tema scelto per l’EXPO di Milano 2015. Sarà l’occasione per presentare tecnologie, innovazioni e tradizioni legate al settore dell’alimentazione e del cibo, promuovendo il diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra. L’Expo permetterà di lanciare nuove idee e visioni per un futuro più sostenibile. Come può contribuire una città come Como al successo dell’Expo? Quali sono le idee, le tradizioni, le risorse che può mettere a disposizione per fare la differenza? Come sfruttare al meglio le opportunità – in termini di scambi culturali, commerciali, ecc.. – che l’Expo potrà offrire alla città?

Roberto Daneo è stato il Direttore del Comitato di Candidatura dell’Expo 2015 fino al momento dell’assegnazione a Milano, avvenuta il 31 marzo 2008. Ha ricoperto l’incarico di Direttore delle Relazioni Istituzionali presso il Comitato Organizzatore dei XX Giochi Olimpici Invernali, dove è rimasto fino al 2006. Attualmente svolge attività di consulenza nell’ambito dell’organizzazione di grandi eventi e di sviluppo di progetti turistici presso numerose Amministrazioni pubbliche, aziende private e Comitati organizzatori. Ha un incarico di docenza presso l’Università Bocconi, nell’ambito del Master in Management del Turismo.

Andrea Calori è professore di pianificazione territoriale presso il Politecnico di Milano. E’ socio fondatore del Dipartimento di Architettura e Pianificazione (DiAP), che si occupa in modo interdisciplinare dei temi della progettazione e del governo della città e del territorio. Esperto dei temi relativi al rapporto tra territorio e sviluppo, autore del libro “Coltivare la città, giro del mondo in dieci progetti di filiera corta”, pone l’accento sulla (ri)scoperta del circuito corto della produzione e del consumo del cibo locale come attuabile ed attuale rivoluzione “dal basso” in grado di rispondere alle crisi del pianeta.

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Sabato 28 aprile, Fiabe animate e aperitivo musicale

Sabato 28 aprile 2012
Via Teresa Ciceri 12, Como
ore 15.30
Animazione per Bambini
FIABE ANIMATE, a cura di Elisa Zelda

ore 18.30
Aperitivo musicale
Musica dal vivo con LA FUSIONE, Rock italiano d’autore

Vi aspettiamo numerosi…

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Incontro: Cittadini responsabili

La responsabilità civile declinata nei diversi ambiti della vita quotidiana.
Due testimonianze di grande spessore civile per riflettere insieme sui compiti che ogni cittadino è chiamato ad assumersi.

Lunedì 23 aprile 2012, ore 21.00
Istituto Don Guanella, Via Tommaso Grossi 18, Como

Introduce Pietro Coerezza

Testimonianze
Cittadinanza e responsabilità sociale: Don Virginio Colmegna
Cittadinanza e responsabilità professionale: Umberto Ambrosoli

Intervento
Cittadinanza e responsabilità politica, Gisella Introzzi

Dibattito
Con la partecipazione di Anna Giamminola e di Mario Lucini, candidato sindaco per la coalizione di centro sinistra

Coordina l’incontro Mauro Meggiolaro

L’attuale degrado politico e civile e il rapporto conflittuale tra politica e cittadini ci portano a riflettere sull’idea di cittadinanza. La difficoltà oggettiva delle istituzioni nel garantire alcuni diritti ai cittadini deve essere affrontata senza assumere un atteggiamento di lamentosa passività. La tutela dalla salute, il lavoro, l’istruzione, l’equità, la giustizia… sono diritti che dobbiamo pretendere ma al tempo stesso contribuire a realizzare. L’appartenenza a una comunità, infatti, è reale e non puramente formale solo se viene vissuta partecipando alla costruzione del bene comune.
Chi è oggi, in Italia, un cittadino responsabile? È difficile trovare una risposta esaustiva. Possiamo almeno dire che è un cittadino che si fa carico nella normalità delle sue azioni quotidiane di garantire a tutti i medesimi diritti di cui beneficia.
Forse possiamo ribaltare l’abituale prospettiva: l’esercizio della responsabilità civile non è solo un peso da portare nostro malgrado ma è un diritto che dobbiamo reclamare.
È infatti anche così che attuiamo la nostra libertà.

Don Virginio Colmegna, non ama le definizioni perché è una persona che non sta dentro gli schemi. Però una cosa si può dire di lui, che la sua vita richiama quella di don Milani. Anche lui è un prete che è sempre stato dalla parte degli ultimi. La sua vita è ricca di esperienza diverse: ha promosso diverse cooperative e comunità di accoglienza, principalmente nel campo della sofferenza psichica. Nominato dal Cardinal Martini direttore della Caritas Ambrosiana ha svolto questo ruolo fino al 2003, quando è diventato presidente della Fondazione Casa della Carità di Milano. Sono note le sue battaglie in difesa degli immigrati, dei Rom, di tutte le persone discriminate e le sue iniziative per valorizzarne la ricchezza culturale.

Umberto Ambrosoli, classe 1971, è avvocato penalista a Milano e opinionista del Corriere della Sera. Nel 2009 l’Università degli Studi di Milano gli ha conferito il premio di Laureato Benemerito della facoltà di Giurisprudenza “per l’alto profilo morale e professionale e per i risultati di eccellenza conseguiti nell’attività lavorativa”. È membro del comitato antimafia di Milano.
È autore del libro Qualunque cosa succeda (Sironi Editore), vincitore dei premi Capalbio e Tiziano Terzani 2010. Nel libro racconta la storia del padre Giorgio, liquidatore del Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Per quell’incarico, che portò alla luce gli snodi di un sistema politico e finanziario corrotto, Giorgio Ambrosoli fu ucciso su ordine dello stesso Sindona, l’11 luglio 1979, quando suo figlio Umberto, aveva 7 anni.

I giovani candidati incontrano gli amanti della musica

I giovani candidati dele liste PD, SEL-Paco, Como Civica per Mario e Amo la Mia Città invitano tutti gli amanti della musica.

Domenica 17 aprile 2012, ore 18.00-22.00
Nerolidio Planet

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INCONTRO: La passione e i talenti delle donne

COMO AL VOTO
La passione e i talenti delle donne per CAMBIARE PASSO

Martedì 17 aprile 2012, ore 17,30
Fondazione Avvenire, via Teresa Ciceri n. 12, Como

«C’è uno scandalo in Italia che fa ancora poco scandalo e sta nei numeri molto bassi della presenza delle donne nelle stanze decisionali della politica».

Con queste parole Assunta Sarlo e Francesca Zajczyk iniziano il loro libro Dove batte il cuore delle donne? (Ed. Laterza, 2012), in cui analizzano il controverso rapporto delle donne italiane con la politica. Per quali motivi in Italia la presenza femminile in politica è ancora così limitata? Perché è così importante che ci siano più donne? Cosa si può fare per avvicinare le donne alla politica e, soprattutto, per favorirne una significativa presenza nei luoghi decisionali?

In vista delle prossime elezioni comunali a Como, le candidate delle liste di centro sinistra che sostengono Mario Lucini si interrogano sulle molte sfaccettature della partecipazione politica delle donne e ne discutono con Francesca Zajczyk, docente di Sociologia urbana all’Università Bicocca e Delegata del Sindaco per le Pari Opportunità al Comune di Milano.

h.17,30 – Introduce e coordina Gisella Introzzi

h.17,40 – Saluto del candidato Sindaco Mario Lucini

h.17,50 – Lo sguardo delle donne sulla città nel programma della coalizione

Chiara Bedetti – Amo la Mia Città

h.18,00 – Donne e partecipazione politica

Francesca ZAJCZYK

h. 18,30 – Interventi di candidate della coalizione

Andrée Cesareo – PD

Celeste Grossi – PACO-SEL

Valeria Guarisco – COMO CIVICA

Letizia Romano – IDV

Idapaola Sozzani – Amo la Mia Città

h.19,00 – Dibattito

h.19,30 – Conclusioni

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Sabato 14 Aprile: teatro x bambini e aperitivo musicale

SABATO SEDE APERTA
ANIMAZIONE PER BAMBINI E APERITIVO MUSICALE

Sabato 14 aprile 2012
Fondazione Avvenire, via Teresa Ciceri 12 – Como

15.00-17.30  ATTORI PER UN POMERIGGIO: “Amiamo la nostra città!”
Laboratorio teatrale per tutti i bambini
a cura di Miriana Ronchetti, Teatro arte orizzonti inclinati

Giochi teatrali divertenti: attori in un solo pomeriggio? ok
“Amiamo la nostra città!”: atto unico improvvisamente… magico
Con tutti i bambini che vorranno partecipare. Come pensare una storia teatrale in pochi minuti e realizzarla in poche ore. per esaltare la creatività, prendendo spunto dai personaggi della nostra città.
“Attori in un pomeriggio” raccoglie stupori ed incanti, stravaganze e divergenze, esplorazioni e scoperte, vuole mettere in moto pensieri e idee.
Dedicato a chi ama esplorare e inventare storie nuove da raccontare…
Materiale che utilizzeremo: carta di ogni genere, giornali, forbici di plastica e molta musica per bambini

18.30 – 21.00  APERITIVO MUSICALE
Concerto con i brani dell’ultimo Cd dei MUSICA SPICCIA

Vi aspettiamo numerosi.
E che oguno porti almeno tre bambini per le 15.00 e due amici per le 18.30

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Incontro: Como sono anch’io

COMO SONO ANCH’IO
Integrazione, reciprocità e sviluppo
in una città che cambia

L’integrazione fra nuovi cittadini e società locale non può che partire dalla comune consapevolezza civica di far parte di un’unica comunità.

Giovedì 12 aprile 2012, ore 20.30
Fondazione Avvenire
Via Teresa Ciceri 12, Como

Introducono  e coordinano:
Marco Servettini e Mauro Meggiolaro

Interventi
On. Jean-Léonard Touadi
Nato in Congo-Brazzaville nel 1959, risiede in Italia dal 1979. Giornalista e scrittore, insegna presso l’Università di Roma Tor Vergata.
Dal 2008 è deputato PD alla Camera dove è membro della Commissione esteri.
Amb. Paolo Sannella
Docente universitario, diplomatico di carriera in diversi paesi africani, è stato ambasciatore d’Italia nella Repubblica di Costa d’Avorio.
È presidente del Centre de Recherches sur l’Etat en Afrique (CREA).

Conclusioni:
Gisella Introzzi

Presenti alla serata:
Abbass Awudu Abbas (AMC), Anna Bernasconi (regista del film Via Padova – Istruzioni per l’uso), Anna Giamminola (AMC), Nadine El Badawi El Darazi (AMC).

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L’emarginazione culturale e sociale di comunità straniere significativamente presenti nel nostro territorio comporta inevitabilmente rischi di degenerazione dei loro rapporti con la popolazione locale esaltando ed esagerando la pur comprensibile diffidenza nei confronti di modelli di vita estranei alla nostra tradizione. Una politica volta a porre su basi solide e durature i rapporti fra comunità portatrici di culture diverse non può trascurare uno sforzo di lungo periodo volto a promuovere e rafforzare la conoscenza reciproca, approfondendo in particolare l’analisi delle condizioni storico-sociali che hanno dato origine a sistemi di valori, a regimi economici e a tradizioni a volte molto diversi. Una politica efficace di integrazione delle comunità straniere residenti in Italia non può quindi limitarsi ad iniziative, certamente utili e necessarie, per migliorare le loro condizioni di vita, di lavoro e di accoglimento, ma deve promuovere nei vari settori della nostra società una più corretta e approfondita conoscenza della storia e della cultura di quei popoli, a fondamento di un rapporto di rispetto reciproco e di fruttuoso scambio di valori e comportamenti.
L’incontro, organizzato dalla lista civica AMO LA MIA CITTÀ, affronta il tema dell’integrazione reciproca considerando necessario non solo il pieno riconoscimento delle culture immigrate, ma anche lo sforzo di trasmettere queste ultime alle nuove generazioni sia autoctone che di seconda generazione. Occorre che la nuova amministrazione comunale lavori sulla formazione culturale dei nuovi così come dei vecchi cittadini nella consapevolezza che non tentare di mantenere vive le culture originarie equivarrebbe a disperdere un patrimonio fondamentale per affrontare molte delle sfide della nostra epoca.

On. Jean-Léonard Touadi, nato in Congo-Brazzaville nel 1959, risiede in Italia dal 1979 dove si è laureato in filosofia all’Università gregoriana di Roma e in giornalismo e scienze politiche alla Luiss di Roma. Nella sua carriera di giornalista si è occupato di temi legati alla cooperazione allo sviluppo, all’intercultura, ai diritti dei migranti. Ha scritto di rapporti Nord-Sud e di globalizzazione su numerose testate straniere e italiane tra cui “Nigrizia”. Ha pubblicato: Africa. La pentola che bolle (EMI, 2003); Congo. Ruanda. Burundi. Le parole per conoscere (Editori Riuniti, 2004); L’Africa in Pista (SEI, 2006). Docente universitario, insegna Geografia economico-politica presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Roma – Tor Vergata. E’ stato assessore alle politiche giovanili, ai rapporti con le università e alla sicurezza del Comune di Roma e vicepresidente del “Forum europeo sulla sicurezza urbana”. Dal 2008 è deputato PD alla Camera dove è membro della Commissione esteri.
Amb. Paolo Sannella, nato a Napoli nel 1939, laureato in giurisprudenza presso l’Università di Napoli, ha conseguito un Master alla Johns Hopkins University e un Dottorato di ricerca presso l’Università di Lovanio in Belgio. È stato docente di politica internazionale e di sociologia della politica presso l’Università nazionale dello Zaire. Diplomatico di carriera dal 1973 al 2005, ha prestato servizio in Somalia, Siria, Austria, Francia (Ocse-Parigi), Arabia Saudita e Angola. Dal 2000 al 2005 è stato ambasciatore d’Italia nella Repubblica di Costa d’Avorio, accreditato anche in Burkina Faso, Niger, Liberia e Sierra Leone. Attualmente è presidente del Centre de Recherches sur l’Etat en Afrique (CREA). Il CREA è un think tank nato in Africa con lo scopo di dare voce alle esigenze e alle riflessioni maturate nel contesto storico-politico del continente africano. Fondato nel 2005 per iniziativa di un gruppo di diplomatici, intellettuali e uomini politici in prevalenza africani, il CREA promuove una riflessione sul funzionamento dello Stato in Africa, favorendo gli incontri tra “uomini di Stato” e “uomini di Scienza” e contribuendo a identificare soluzioni adatte alle realtà locali.