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Dichiarazione di Eva Cariboni durante il Consiglio comunale di lunedì 13 ottobre 2014

Nei mesi scorsi, di fronte agli attacchi portati all’assessora Gisella Introzzi e rafforzati dalla mozione di sfiducia promossa in Consiglio comunale, abbiamo denunciato la strumentalità ed infondatezza degli stessi. E abbiamo espresso sostegno e fiducia nei confronti del suo operato.

Abbiamo comunicato apertamente al Sindaco la nostra posizione, chiarendo che non avremmo accettato un depotenziamento delle deleghe all’assessora Introzzi che, inevitabilmente, avrebbe segnato una sfiducia nei suoi confronti.

Avevamo ricevuto conferma di apprezzamento per il ruolo dell’Assessora e della nostra lista.
Inaspettatamente, le scelte fatte disattendono quanto discusso.
Con profonda amarezza ne prendiamo atto e non possiamo che registrare che la nostra presenza in maggioranza non è più ritenuta importante nonostante il lavoro fatto per la costruzione del programma, in campagna elettorale ed in questi 2 anni di vita dell’Amministrazione comunale.

Ci sentiamo pertanto liberi di decidere di volta in volta la nostra posizione, lavorando sempre lealmente al servizio della città e a sostegno delle scelte che andranno nella direzione dell’attuazione del programma.

Eva Cariboni

per AMC

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Ai miei elettori – Gisella Introzzi

Alle mie elettrici, elettori, simpatizzanti, amiche, amici
A tutti: cittadine e cittadini
La notizia delle mie dimissioni è ormai nota.

La mia avventura – iniziata esattamente tre anni fa, l’11 ottobre 2011, quando mi sono presentata per le Primarie a candidata Sindaco, onorata dall’avere al mio fianco il professor Valerio Onida – si è conclusa ieri con le mie dimissioni dall’incarico che il Sindaco Lucini mi aveva conferito il 30 maggio 2012.

E’ stato un triennio intenso, faticoso, denso di passaggi inaspettati, ricco di nuove conoscenze e di soddisfazioni personali. A voi tutti sento il dovere di provare a spiegare in maniera diretta le ragioni delle mie dimissioni e di scusarmi se non ho ritenuto di poter andare oltre.

La mia scelta è sempre stata unicamente quella di mettere a disposizione della mia città il bagaglio di esperienze e di relazioni costruito in una lunga esperienza professionale. Questo è quello che tanti amici e conoscenti mi avevano chiesto di fare ed è ciò che ho fatto con lealtà e senza risparmio di energie.
Come ho scritto nella lettera di dimissioni consegnata al Sindaco “considero un grande onore aver potuto lavorare a favore della nostra bellissima città”. Ovviamente non sono e non mi ritengo al di sopra delle critiche, ma non credo nemmeno che ci siano errori o mancanze che mi possano essere addebitati nella gestione della delega al personale. In ogni caso avrei desiderato discuterne, con la serietà che il tema necessita.
La scelta di assegnare ad altri parte delle mie deleghe per far posto a due nuovi ingressi al posto della unica dimissionaria (Giulia Pusterla), credo che riveli da sola quali fossero le logiche sul tavolo. E che il “passo indietro” fosse chiesto a me, in base alla valutazione del minor peso politico della lista Amo la Mia Città, è altrettanto evidente. L’intervista rilasciata a inizio settembre dal Segreterio cittadino del PD lo aveva apertamente dichiarato.
Non ho dato peso a polemiche strumentali, amplificate dalla stampa, e ho continuato a lavorare responsabilmente, riconoscendo nel Sindaco l’unico titolato a prendere decisioni.

Di fronte alla scelta comunicatami giovedì pomeriggio dal Sindaco (poco prima di firmare un atto già predisposto) non potevo che trarne le dovute conseguenze. Non ho mai pensato di restare “attaccata alla sedia” a tutti i costi.

Mi scuso con tutti voi per non essere stata più incisiva, magari anche più prepotente e “furba”. Ma continuo a credere in una politica fatta correttamente, con rispetto, con dialogo e confronto, con proposte e soluzioni costruite su un’attenta lettura dei fatti, sulla considerazione primaria delle esigenze dei cittadini. Se non c’è spazio per questa politica non serve cambiare e adattarsi a metodi altrui (questa è la mia risposta a chi mi dice “ma con le tue dimissioni hai fatto il loro gioco”).

Con tutti voi mi impegno a non “lasciar perdere”, a lavorare – in altri modi, in altre sedi – perché la buona politica torni a farsi sentire, perché cresca la partecipazione dei cittadini attorno alle scelte che decidono delle loro condizioni di vita. L’esperienza fatta in questi due anni di amministrazione comunale non è stata vana.

Chiudo con poche parole sul mio giudizio riguardo all’operato della Giunta nei due anni trascorsi. Me l’hanno chiesto i giornalisti ma non ho voluto alimentare strumentalizzazioni.
Tutta la Giunta ha operato con impegno e senza interessi personali. Questo non è poco.
E non trovo che ci siano state contrapposizioni personali. Certo ci sono personalità diverse, esperienze e percorsi politici ed esistenziali distanti, obiettivi personali differenti. Ma questo è legittimo e normale: ho sempre ritenuto che le differenze siano una ricchezza e non un limite.
Ciò di cui ho avvertito la mancanza è la nostra capacità di governare queste differenze, di far nascere e coltivare un approccio comune ed inter-assessorile per la analisi e la soluzione di problemi che sono, inevitabilmente, di grande complessità. Approccio interdisciplinare ancor più necessario all’interno di una macchina comunale sviluppatasi per compartimenti stagni (e molto spesso in contrapposizione fra loro) e di fronte a problemi enormi ereditati dalla precedente amministrazione. Problemi che solo in parte sono emersi nella cronaca quotidiana e che si annidavano in questioni lasciate per anni nei cassetti. Questioni che per essere risolte – complice una iperfetazione di norme legislative immaginate per semplificare e contrastare comportamenti scorretti che di fatto portano all’esasperazione delle procedure burocratiche – richiedevano di predisporre nuovi atti regolamentari (quanta fatica, ad esempio, per arrivare a poter accettare donazioni e collaborazioni dei gruppi di volontariato!).
La complessità e la frantumazione ci hanno assillato e rallentato. Il nostro tempo collegiale si è troppo spesso soffermato su questioni minori (patrocini di poco rilievo e cause per risarcimento danni), senza impostare un lavoro approfondito di analisi e di costruzione delle risposte ai grandi problemi.

Ho poi personalmente sofferto la difficoltà di far percepire la necessità di un metodo nella costruzione di un diverso modello organizzativo (fatto di persone, di procedure, di innovazione tecnologica, di formazione). L’organizzazione è affrontata essenzialmente solo come spostamento di nomi e di caselle o elencazione di procedimenti.

Il mio rammarico è anche quello di lasciare a metà del guado i collaboratori che con me stavano lavorando su versanti importanti (l’ultimazione dei lavori al mercato coperto e la realizzazione di un nuovo centro di iniziative imprenditoriali aperte a giovani e nuove attività, i progetti di rivitalizzazione e sviluppo dell’attrattività turistico-commerciale in città, nuovi eventi di promozione del nostro territorio, la diffusione di servizi basati sulle nuove applicazioni informatiche e così via).

Ai miei più stretti collaboratori esprimo un profondo senso di gratitudine per lo slancio con cui hanno seguito la proposta di sviluppare nuovi progetti, di assumere un atteggiamento di apertura alle novità, anche quando questo ha richiesto maggior impegno.

Ho sentito la necessità di condividere con voi queste considerazioni, non certo alla ricerca di giustificazioni, ma perché la consapevolezza della situazione in cui ci si muove è determinante per leggere e comprendere le decisioni.

A tutti nuovamente un grande grazie per la fiducia che mi è stata concessa e l’impegno a lavorare, insieme ad Amo la Mia Città e a quanti altri condividono il desiderio di una città “ bella, giusta e solidale” (erano le parole del programma elettorale della nostra lista), per rendere migliore la nostra vita privata e sociale.

Un saluto cordiale,

Gisella Introzzi

Ps: avrei certamente dovuto trovare più tempo per mantenere un dialogo costante con tutti voi; sapete che se non l’ho fatto non è stato né per pigrizia né per “distacco”. Le ore e le energie sono terribilmente poche rispetto al bisogno.

PIENO SOSTEGNO E FIDUCIA ALL’ASSESSORA GISELLA INTROZZI

Como, 29 Marzo 2014

La lista d’azione civica AMO LA MIA CITTA’ (AMC) conferma sostegno e stima all’Assessora Gisella Introzzi che in queste settimane è oggetto di attacchi infondati e pretestuosi che non rendono giustizia al lavoro sinora svolto con onestà, competenza e generosità. La mozione di sfiducia nei suoi confronti, recentemente proposta dalla Minoranza, pur formulata in modo tanto vago da risultare quasi evanescente, offre l’occasione per alcuni chiarimenti.

La sostituzione del Comandante della Polizia Locale è avvenuta nel pieno rispetto delle normative vigenti, del principio di trasparenza dell’azione amministrativa e seguendo un iter che ne garantisse l’assoluta correttezza.

La nomina di un dirigente in un Ente pubblico, è bene ricordarlo, segue precise procedure normative e non è certo un atto discrezionale dell’Assessore al personale.

Non si può condividere quindi il richiamo della Minoranza a una supposta “inadeguata gestione” da parte dell’Assessora Introzzi.

Sul tema del rapporto tra Amministrazione comunale e Commercianti intendiamo rispondere alle insinuazioni della Minoranza ricordando alcuni esempi.

Il tavolo permanente di confronto all’interno del Distretto Urbano del Commercio (DUC) è stato rivitalizzato e garantisce l’incontro regolare tra l’Assessore, i Commercianti e le altre Categorie, aggiungendosi ai numerosi contatti personali che consentono di raccogliere osservazioni e proposte. Insinuare che ci sia stato un atteggiamento di scarsa apertura e negare che esista un ampio e circostanziato confronto tra i rappresentanti di categoria e l’Assessora Introzzi significa misconoscere la realtà dei fatti, tanto da apparire con ogni evidenza un tentativo di strumentalizzare le preoccupazioni di parte dei Commercianti riguardo al progetto di allargamento della ZTL. 

Il “Programma di Intervento 2013”, realizzato in collaborazione con Camera di Commercio, Confcommercio e gli atri Partner del DUC (Confesercenti, Confartigianato, CNA, Unindustria, CDO), è stato cofinanziato dal V bando dei Distretti Urbani del Commercio di Regione Lombardia con un contributo di 75.000 euro che ha raddoppiato le risorse locali. Il Progetto è stato inoltre premiato durante lo SMAU 2013 nell’ambito del premio Innovazione ICT Retail. L’efficacia del lavoro svolto dall’Assessora Introzzi nel settore dei Mercati è chiaramente dimostrata: basti pensare alla ripresa dei lavori per la ristrutturazione dell’ex-Mercato dei grossisti che rischiava altrimenti di perdere contributi regionali già assegnati, all’inaugurazione del nuovo Mercato dei produttori locali, alla trasparente disciplina delle autorizzazioni dello svolgimento dei Mercati occasionali rilasciate, ora, sulla base di avvisi pubblici.

Sull’iniziativa “beCOMe”, che ha ottenuto il patrocinio di Padiglione Italia EXPO 2015 e della Fondazione Cariplo, ricordiamo che il progetto è stato illustrato in Giunta, in Maggioranza, in Commissione consiliare e con una Conferenza stampa.

Difendiamo il diritto di non condividere la filosofia alla base del progetto “beCOMe”, ma respingiamo con forza le insinuazioni, troppo vaghe per non apparire pretestuose, in merito ad una “poco trasparente” gestione dell’organizzazione della manifestazione.

Preoccupano, infine, le illazioni sulle collaborazioni attivate con il consigliere Marco Servettini e tese a creare il sospetto piuttosto che a chiarire i fatti: nemmeno un euro del Comune è arrivato a sostenere queste collaborazioni. Viceversa l’intento è quello di creare sinergie e portare valore al territorio; in particolare, nel caso del progetto “-Rifiuti+Valore”, finanziato tramite bando di Fondazione Cariplo, l’associazione L’isola che c’è ha portato una quota di 33.000 euro direttamente nelle casse del Comune per azioni al Mercato Coperto, oltre al valore complessivo del progetto destinato al territorio cittadino.

A questa logica del sospetto rilanciamo piuttosto con una logica della fiducia, alla base del ruolo di moltiplicatore di risorse che il Comune è chiamato a nostro avviso a esercitare, come espresso nel programma della Maggioranza: “Il Comune deve diventare facilitatore dello sviluppo, in una logica di rete: coinvolgere, collaborare, cooperare con tutte le forze vive della città”.

Sosteniamo con forza il vitale diritto/dovere della Minoranza di controllare e criticare l’operato della Maggioranza, ma auspichiamo che lo spirito critico sia sempre affiancato dall’onestà intellettuale. Torniamo a confrontarci apertamente e senza pregiudizi per lo sviluppo culturale e socio-economico della città: unico obiettivo – dovrebbe essere – della Maggioranza così come della Minoranza.

COMO, 29 MARZO 2014

LISTA D’AZIONE CIVICA AMO LA MIA CITTA’

COMUNICATO STAMPA – APPALTO CALORE

L’associazione AMO LA MIA CITTA’, con riferimento al dibattito riportato sulla stampa locale sull’assegnazione dell’appalto calore, ribadisce le proprie perplessità in merito alla scelta di portare avanti le procedure sulla base del bando attuale.
L’associazione AMO LA MIA CITTA’ ha a suo tempo sottolineato nel dettaglio i molti elementi negativi del bando – (https://amolamiacitta.wordpress.com/2012/11/05/considerazioni-sul-bando-energia-del-comune-di-como/) – che, si ricorda, è stato emesso pochi giorni prima della scadenza del mandato della Giunta Bruni. Trattandosi di un appalto che impegna il Comune per un periodo molto lungo (9 anni) e per un costo stimato di ben 36 milioni di euro, sarebbe stato opportuno un confronto più approfondito, anche attraverso l’acquisizione di ulteriori contributi scientifici e incontri aperti alla cittadinanza.
Gli aspetti più critici che si segnalano sono tre:
– Il capitolato di gara prevede solo interventi sugli impianti e non sugli edifici (serramenti, isolamenti etc.) che, viceversa, sono quelli che consentono i maggiori risparmi;
– Il calcolo dei compensi per le forniture non prevede alcun incentivo al risparmio energetico;
– I corrispettivi ai fornitori per unità di consumo appaiono troppo elevati e, soprattutto, non soggetti a gara.
A fronte di quanto sopra, l’obiettivo di ridurre il consumo energetico potrà essere perseguito solo con un’attenta attività di monitoraggio da parte del Comune. Confidiamo quindi nel fatto che l’ amministrazione comunale saprà mettere in atto procedure di controllo efficaci e trasparenti. Particolare attenzione in tal senso dovrà essere data all’assegnazione dei controlli e alla rendicontazione dei costi dell’appalto.

19 Giugno – FORZE CIVICHE e DEBOLEZZE POLITICHE: Partecipazione, rappresentanza e democrazia

Nei mesi scorsi abbiamo assistito all’emergere di una nuova e al tempo stesso antichissima coscienza civile e sociale che ha mosso numerosi cittadini a proporsi come strumento attivo e diretto per la gestione della “cosa pubblica”. In tale contesto, Como e la Lombardia hanno sprigionato una grande energia che ha generato o rafforzato molte associazioni e liste accomunate sì dallo spaesamento nei confronti di una politica partitica in difficoltà, ma anche e soprattutto da un forte senso di responsabilità verso la propria comunità. In una parola, dal civismo. Per quanto capace di coinvolgere molti cittadini in un rinnovato impegno civile questa nuova e al tempo stesso antica forza lascia trasparire delle debolezze politiche che devono essere affrontate e risolte se il civismo vorrà continuare a contribuire al risanamento etico ed economico del nostro Paese. Il titolo dell’incontro “forze civiche e debolezze politiche” evoca in effetti non solo l’attuale difficoltà dei partiti tradizionali, ma anche l’immagine del civismo incapace – per sua natura forse – di grande incisività se non a livello locale.
Il termine civismo (civisme) nasce assai significativamente agli albori della rivoluzione francese dal vocabolo latino civis-cittadino e lo si definisce forse in modo un po’ aulico come “nobiltà di sentimenti civili, alto senso dei propri doveri di cittadino e di concittadino, che spinge a trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune” (Treccani). In altre parole, il civismo affonda le proprie radici nella limpida consapevolezza dei diritti/doveri alla base del contratto sociale e si manifesta in azioni volte alla realizzazione dell’interesse comune. Come la forza di una società giusta si estrinseca attraverso l’osservanza delle norme del vivere civile e solidale non meno che nel rispetto per i diritti inviolabili del singolo, così il civismo richiede non solo un sistema di valori profondamente democratici, ma anche un’azione tesa ad un benessere sociale condiviso che permetta il pieno compimento dello Stato di diritto.
In Italia il fenomeno del civismo affonda le radici più recenti nella crisi dei partiti della Prima Repubblica, si inserisce nel vuoto creato dalle difficoltà economiche e politiche dei primi anni Novanta del secolo scorso e si rafforza in quella dei primi anni Dieci. In questa attuale e lunga fase di forte flessione economica e di montante disagio sociale, assistiamo al consolidarsi di un associazionismo tenacemente volto alla difesa dei beni comuni e al rispetto di un vivere civile responsabile e sostenibile. In questi anni il civismo, attraverso le liste civiche, si è confermato come vitalità capace di catalizzare parte del consenso dei cittadini in cerca di nuove forme di partecipazione. Consociando individui non necessariamente della stessa cultura politica mediante un obiettivo comune legato alla tutela e alla gestione dei beni appartenenti alla stessa comunità è indubbio che il civismo abbia un potere aggregante molto forte. Ciononostante, anche se a volte il civismo riesce ad attrarre consenso in quegli elettori che non trovano piena e soddisfacente rappresentanza nell’attuale sistema partitico, non si può negare che la sua natura composita non sia fonte di incertezze, di debolezze, per l’appunto, politiche. E in ogni caso, essendo il consenso nei confronti delle liste civiche molto più facilmente catalizzabile localmente che su scala nazionale, e molto più su problematiche concrete che valoriali-ideologiche, il consolidamento politico dell’azione civica risulta, per ora e di per sé, difficile.
Tali e simili considerazioni lasciano il campo a numerosi interrogativi che tenteremo di affrontare nel corso dell’incontro del 19 giugno. Per fare solo alcuni esempi: in uno scenario politico caratterizzato dal crollo dei consensi nei confronti dei partiti tradizionali, dall’ascesa dell’astensionismo e dalla traiettoria apparentemente meteoritica del movimentismo M5S, che spazio c’è – se c’è – per il civismo? Fa forse parte della natura del civismo l’impossibilità di trasformarsi in vero soggetto politico regionale o nazionale? Tale trasformazione minerebbe la sua base fondante e la sua forza, sfigurando l’identità dei cittadini di per se stessi non organicamente partitici? E se, invece, è possibile un civismo organizzato e strutturato, questo può costituire una forma efficace di partecipazione politica attiva al fianco dei partiti tradizionali?
Oppure il civismo coltiva una visione politica alternativa al sistema dei partiti? E ancora, se è lecito stupirsi quando il Prof. Massimo Cacciari afferma che un certo civismo fuori dalle comunità locali non sia altro che una “cretinata”, si può non essere d’accordo con lui quando sostiene che al nostro Paese servono partiti forti e nazionali? E se è vero che civismo e passione civile sono sinonimi, è altrettanto vero che quest’ultima ha sempre costituito la linfa vitale di qualsiasi partito sano e democratico: perché allora il civismo sembra nutrire crescente diffidenza nell’esprimersi in seno ai partiti tradizionali? I partiti tendono troppo sovente a servirsi del civismo nel corso delle campagne elettorali e trascurarlo durante l’amministrazione della cosa pubblica? Ma se è così, quali possono essere allora le modalità di interazione tra movimenti civici e partiti per migliorare la politica e le Istituzioni nel nostro Paese? Come può, se può e se vuole, il civismo sostenere tale interazione? E infine, può l’esperienza comasca e lombarda proporre alcune risposte a tali interrogativi?
AMO LA MIA CITTA’ (AMC) è nata un anno fa con l’ambizione di contribuire alla rigenerazione della nostra città e al rafforzamento di una azione partecipata per un’amministrazione virtuosa della cosa pubblica. Certamente qualcosa è stato fatto, ma altrettanto certamente c’è ancora molto da fare, soprattutto per quanto riguarda quell’ “abbattere il muro fra palazzo e cittadini” di cui avevamo fatto nostra bandiera. A un anno dalla fondazione, è giunto il momento di interrogarci sul percorso svolto confrontandoci con i grandi movimenti civici lombardi per poter tracciare le linee da seguire nei prossimi anni di amministrazione e impegno civile.

19 giugno 2013 – Cooperativa La Moltrasina – Moltrasio (CO)
Ore 19h00 Buffet
Ore 20h45 Colloquio

Introdurranno il dibattito:
Andrea Di Stefano – fondatore di ETICO e capolista nella provincia di Milano alle scorse elezioni regionali
Corrado Valsecchi – coordinatore regionale di LISTE CIVICHE – fondatore di APPELLO PER LECCO
Darko Pandakovic – capolista nella provincia di Como per PATTO CIVICO alle scorse elezioni regionali
Danilo Lillia – capolista nella provincia di Como per la lista ETICO alle scorse elezioni regionali
Moderatrice:
Gisella Introzzi – assessora al lavoro e alle attività produttive del Comune di Como, Fondatrice di AMC

Scarica la presentazione

Sosteniamo Cécile Kyenge

L’Associazione d’Azione civica AMO LA MIA CITTA’ (AMC), il suo presidente Massimiliano Mondelli, il Consiglio direttivo composto da Roberto Acerbis, Chiara Bedetti, Pietro Coerezza, Pierluigi della Vigna, Danilo Lillia, Massimo Lozzi, Martino Villani, con l’assessora Gisella Introzzi e il consigliere Marco Servettini condannano fermamente gli ignobili attacchi razzisti rivolti alla ministra dell’Integrazione Cécile Kyenge.

AMC ha assistito avvilita e sgomenta alle numerose affermazioni xenofobe proferite in questi giorni all’indirizzo della neo ministra e accomunate da ignoranza e protervia infinite, capaci solo di richiamare vane farneticazioni fondate sul mito della superiorità della razza che già tanta sofferenza hanno inflitto all’Europa.

AMC è convinta che un modo efficace per contrastare ogni manifestazione di discriminazione e intolleranza sia da un lato aumentare la conoscenza reciproca fra nuovi e vecchi cittadini e dall’altro stimolare lo sviluppo culturale e sociale del Paese in questi anni così rovinosamente trascurato.

AMC confida che la nomina di Cécile Kyenge nel nuovo Governo italiano sappia sprigionare le forze migliori del nostro Paese che è chiamato dopo troppi anni di titubanze e incertezze a riconoscere finalmente uguali diritti e opportunità ai nuovi Italiani, nati o cresciuti nel nostro Paese. AMC è certa che solo riconoscendo uguale dignità a nuovi e vecchi cittadini sia possibile costruire le basi su cui far germogliare una vera Comunità capace di vincere le numerose e difficili sfide del nostro comune destino. E’ anche per questo motivo che sin dalla sua costituzione AMC lavora al rafforzamento delle capacità della nostra città per una sempre migliore accoglienza attraverso un fruttuoso confronto con i cittadini comaschi di origine straniera.

Alla signora ministra dell’integrazione, oltre che la piena solidarietà di AMO LA MIA CITTA’ per le ingiurie ricevute, vanno infine i più sinceri auguri di buon lavoro nella piena convinzione che le sue provate capacità saranno in grado di contribuire grandemente a sbloccare molti provvedimenti da troppo tempo in attesa di essere affrontati come la promulgazione di una nuova e più equa legge sull’immigrazione e la riforma delle norme sull’acquisizione della cittadinanza italiana.

 

Associazione di Azione civica AMO LA MIA CITTA’ (AMC)

COMO, 4 maggio 2013

Quante sono le donne in politica? (di Chiara Bedetti)

E’ risaputo che in Italia la presenza femminile nei luoghi decisionali della politica è ancora drammaticamente scarsa. Le donne sono troppo poche per segnare una differenza e sono troppo spesso in contrapposizione tra loro. Anche all’interno di uno stesso partito o area politica le donne faticano ad allearsi tra loro, a “fare rete”, per usare una definizione tanto abusata da perdere quasi di significato.
Non vogliamo tediarvi con noiosi dati statistici, né addentrarci in un’analisi storico-sociologica-giuridica che ne evidenzi i motivi (a chi volesse approfondire consigliamo il bel libro di Francesca Zajczyk e Assunta Sarlo “Dove batte il cuore delle donne? Voto e partecipazione politica in Italia, ed. Laterza 2011) perchè quello che vogliamo raccontarvi è un’esperienza positiva di collaborazione tra donne nella nostra città, nella nostra Amministrazione. Un tentativo di collaborazione trasversale che coinvolge alcune delle donne della coalizione che sostiene il Sindaco Lucini. Donne anche molto diverse per età, esperienze di vita, storia politica, ma accomunate dal desiderio di dare concretezza a quelle pagine del programma della maggioranza che sono dedicate proprio alle donne, alle loro specifiche necessità . Partendo dal presupposto che donne e uomini hanno uno sguardo diverso sulla città.
E’ un’esperienza che nasce in modo spontaneo già in fase di predisposizione del programma e si sviluppa durante la campagna elettorale, quando si pone il tema della presenza delle donne nelle liste e, contemporaneamente , si manifesta al futuro Sindaco l’esigenza di dare spazio alle competenze femminili anche nella scelta degli assessori. Volendo fare un bilancio dei risultati di questo lavoro di sollecitazione, dobbiamo riconoscere che nonostante alcune liste presentassero più del 30% di candidature femminili (AMC è stata sicuramente la più coerentemente impegnata in questo senso, essendo stata l’unica della coalizione ad arrivare a una presenza paritaria di donne e uomini), le donne che siedono oggi in Consiglio Comunale nei banchi della maggioranza sono solamente due. Molto meglio è andata, invece, la scelta dei componenti della Giunta. Oggi Como rientra tra le amministrazioni virtuose, quelle che hanno raggiunto la parità di genere nella composizione della Giunta. Un merito che dobbiamo riconoscere a Mario Lucini che non ha fatto una campagna ideologica sulle istanze di genere, ma è stato capace di concretizzarle davvero. Oggi abbiamo, quindi, quattro brave assessore – Gerosa, Introzzi, Magni (che è anche Vicesindaca) e Pusterla – e abbiamo anche due donne a ricoprire incarichi di grande responsabilità quali il Segretario Comunale e il Capo di Gabinetto del Sindaco. E, soprattutto, abbiamo le donne che si sono impegnate nelle diverse liste della coalizione, candidate e non, che hanno voglia di incontrarsi, confrontarsi, impegnarsi. Una vitalità politica femminile a cui Como non ha mai dato la possibilità di esprimersi e che adesso, con un processo partecipativo ancora tutto da inventare, può finalmente trovare spazio e visibilità. Stiamo lavorando per costruire un rapporto diretto tra le assessore, in particolare Giulia Pusterla che ha la delega alle Pari Opportunità, le consigliere e le donne della coalizione, dimostrando che le donne sono capaci di collaborare, di superare rivalità e contrapposizioni e che, quando lo fanno, arrivano a risultati importanti.
A che punto siamo? ovviamente siamo all’inizio di un percorso, ma quello che ci interessa è sottolineare la volontà, personale e politica, di andare avanti assieme. Una volontà che, per il momento, ha portato alla organizzazione di un momento istituzionale con l’Amministrazione comunale per celebrare la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre. Nella giornata che precede tale ricorrenza, e quindi Sabato 24 novembre a partire dalle ore 11 ci incontreremo davanti al Teatro Sociale con tutte le cittadine e i cittadini che vorranno unirsi a noi, in particolare i giovani, per raggiungere verso le ore 12 il Comune dove nel cortile vecchio di Palazzo Cernezzi incontreremo il Sindaco Lucini, gli Assessori e i Consiglieri: qui si svolgerà l’evento celebrativo di cui potete leggere i dettagli nella sezione “Appuntamente” di questa Newsletter.

Chiara Bedetti

Considerazioni sul Bando Energia del Comune di Como

Cos’è il Bando Energia?

Il bando ha come oggetto l’affidamento del servizio energia comprendente fornitura di combustibile, gestione, conduzione, manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, adeguamento normativo, riqualificazione tecnologica e lavori di ristrutturazione degli impianti termici a servizio degli edifici dell’amministrazione comunale. Si noti che non ha come oggetto la riqualificazione energetica degli edifici. Il bando impegna il comune per 9 anni e prevede una base d’asta di circa 36 milioni di euro (IVA esclusa). Si tratta di un tema strategico sia in termini economici che in tema di politica energetica e di gestione degli appalti comunali.
Il bando è stato indetto il 18 maggio 2012 a soli due giorni dal ballottaggio per l’elezione a sindaco del comune di Como. Il bando fa quindi riferimento agli indirizzi della precedente amministrazione che non si è certo distinta per competenza e oculatezza nella gestione del patrimonio pubblico.
Gli edifici comunali inclusi nell’appalto sono 109 per un consumo annuo stimato di circa 102.000 GJ pari a circa 4 milioni anno di metri cubi di metano. Nel precedente bando del 2002 gli edifici erano 120 con un consumo annuo stimato di 67200 GJ pari a circa 2,7 milioni di metri cubi di metano.
La ripartizione fra le fonti di combustibile è la seguente:

2002 2012
Metano 28% 83%
Gasolio 65% 4%
Teleriscaldamento 7% 13%

Il primo punto da capire, non chiaro, è perché essendo diminuiti gli edifici e migliorato il rendimento degli impianti il consumo stimato a base d’asta sia aumentato.

Dietro segnalazione nostra e di altri esponenti della coalizione il bando è stato rimesso in discussione dalla Giunta che ha deciso una prima proroga da luglio a settembre e una successiva sospensione fino al 13 novembre. In assenza di nuove determinazioni il bando riaprirà con la possibile consegna degli elaborati a partire dal 13 novembre!

Le criticità e i limiti  del bando proposto:

  1. E’ in contrasto con il programma della coalizione in materia di energia non prevedendo interventi di riqualificazione energetica degli edifici e non assumendo alcun obiettivo di risparmio (anzi…)
  2. Non recepisce il decreto legislativo 115/2008 in particolare per quanto concerne l’impostazione di contratti a compenso sui risultati e non sui consumi (Energy Performance Contract)
  3. Non recepisce la recente direttiva europea (11/9/12) in relazione alle misure obbligatorie per il risparmio energetico incentrate non solo sugli impianti ma anche sulla riqualificazione energetica degli edifici.
  4. Non recepisce quanto previsto in materia di tutela delle piccole e medie imprese negli appalti pubblici dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214.
  5. Non assume espliciti obiettivi e criteri di risparmio energetico.
  6. Fa riferimento ad uno stato di fatto su cui non sono stati completati i collaudi sui lavori previsti dal bando precedente. Il bando è quindi impugnabile oltre ad essere esposto a possibili errori di progettazione.

Criteri per la revisione del bando

A fronte di quanto sopra riteniamo necessario che il bando attuale sia sostituito da un nuovo bando ispirato ai seguenti criteri:

1)    Pagamento del servizio calore non a consumo ma a prestazione come previsto dal DLgs. n. 115/2008. L’attuale bando si limita a stabilire un tetto di consumo che non include obbiettivi di risparmio. Gli appaltatori sono incentivati al consumo fino al raggiungimento del tetto (peraltro alto e senza assunzioni di risparmio). Chiediamo che il tetto sui consumi da inserire come base d’asta incorpori un obiettivo di risparmio energetico almeno del 10% . I risparmi rispetto alla base d’asta potrebbero essere in parte lasciati all’appaltatore incentivando così azioni di risparmio.

2)    Inserimento nel bando di interventi di riqualificazione energetica degli edifici e non solo degli impianti come previsto dalla direttiva UE.  Interventi da remunerare, almeno in parte, con obiettivi di risparmio garantiti dagli appaltatori in aggiunta al 10% da prevedere sui tetti di consumo.

3)    Quota lavori remunerata separatamente dai consumi per una percentuale non superiore al 20%. Il bando attuale include nel servizio calore una quota lavori per il 24% della quota combustibile. I lavori di razionalizzazione, adeguamento normativo e riqualificazione tecnologica sono necessari, ma si tenga presente che molte opere sono già state realizzate col precedente gestore e che le opere, edili o idrauliche che siano, fornite da gestori vengono pagate molto di più. Inoltre in una logica “a prestazione” le stesse imprese potrebbero individuare e farsi carico di una parte di lavori per ottenere risparmi a loro favore.

4)    Frazionamento dei lavori in lotti (almeno 3, ad esempio un lotto per zona ) con assegnazione ad ogni appaltatore di non più di un lotto. in modo da favorire le Piccole Medie Imprese come disposto al decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214.

Infine chiediamo che sia completato il collaudo delle opere previste dal precedente appalto prima di emettere il bando. I potenziali appaltatori stanno facendo i sopralluoghi di rilievo di uno stato di fatto che potrebbe essere modificato  in base a eventuali richieste del collaudatore (ad esempio realizzazione di opere previste nel progetto e poi non realizzate). Chi offre deve avere il quadro definitivo dello stato di fatto, contrariamente potrebbe impugnare il contratto oltre a progettare interventi incoerenti con lo stato di fatto definitivo.

Principali Benefici attesi da una revisione del band:

  • pieno recepimento della normativa mettendo il Comune al riparo da possibili contestazioni
  • risparmi superiori ai 5 milioni di euro rispetto a quanto previsto dal bando attuale
  • acquisizione, a parità di costi, di interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici
  • recepimento delle recenti disposizioni dell’Unione Europea evitando di far ricadere sul Comune ulteriori costi futuri per l’adeguamento alla normativa
  • ricadute positive sull’economia e l’occupazione locale ove vengano recepite logiche di suddivisione in lotti e tutela delle piccole e medie imprese locali
  • riduzione delle emissioni legate ai consumi per riscaldamento
  • benefici “politici”: una mancata revisione del bando sarebbe facilmente contestabile in nome del crescente malcontento verso sprechi e inefficienze della politica e della pubblica amministrazione; toglierebbe inoltre legittimità ad ulteriori richieste di sacrifici ai cittadini in nome dell’equilibrio di bilancio; la revisione del bando confermerebbe la capacità e la volontà dell’amministrazione di attuare il programma di coalizione
  • competizione “virtuosa” fra le imprese appaltatrici sui diversi lotti

A fronte dei benefici sopra esposti gli eventuali costi di una revisione del bando sarebbero minimi e trascurabili considerando anche i risparmi ottenibili.

Hai voluto la bicicletta? Pedala! (di Marco Servettini)

Sono passati appena quattro mesi dal mio primo consiglio comunale, ma mi sembrano tanti di più! Ormai chi mi incontra lo sa che è impegnativo cercare di onorare seriamente questo ruolo. Come qualcuno mi ricorda … ho voluto la bicicletta, ora pedalo.
Ma mi sento estremamente onorato di poter partecipare all’amministrazione della città, al servizio dei cittadini, ne sento tutta la responsabilità, e questo mi dà energia per pedalare con impegno e passione. Al tempo stesso sto cercando anche di imparare come funziona il sistema, e per capire dove investire al meglio queste energie affinché non siano “pedalate a vuoto”.
Voglio quindi condividere alcune impressioni e piccole esperienze per provare a trasmettere cos’è successo in questi primi mesi, e cosa si vede da dentro il “palazzo”, e voglio provare a farlo con sincerità e trasparenza … se mi infilo troppo nel “diplomatichese” o nel “politichese” vi prego riprendetemi!
Anzitutto, il consiglio comunale: è un luogo importante, in cui si esprime la democraticità del governo della città, si decidono le priorità, si affrontano i problemi e si dibattono le proposte. Bene, stiamo sicuramente lavorando tutti – maggioranza e opposizione – per andare in questo senso, ma bisogna dirlo: i meccanismi non sempre brillano per efficienza.
Urgenze e scadenze impongono priorità e tempi serrati, che non sempre permettono di affrontare con la dovuta condivisione le scelte, in una maggioranza coesa ma nuova che sta cercando i meccanismi giusti per affrontare al meglio l’impegno. Di contro ci sono a volte in consiglio lunghe discussioni su argomenti che non sembrano così prioritari e di cui è difficile capire l’utilità, in bilico tra l’esercizio della democrazia e la soddisfazione nell’esercitare la capacità oratoria.
Ma in ogni caso il clima è collaborativo, e c’è un’apertura sincera verso la minoranza, laddove le distanze di veduta lo permettono, anche se ci sono alcuni meccanismi che a volte rendono questo più difficile.
Vi porto come esempio il primo argomento in cui mi sono messo in gioco: nel definire la previsione di bilancio e le quote IMU, a giugno, si sono decise nella maggioranza varie agevolazioni a famiglie e imprese, e abbiamo sollecitato che si portasse un’attenzione anche a Onlus e cooperative sociali. I tempi tecnici non hanno permesso di intervenire su provvedimenti già avviati, se non facendo slittare tutta la procedura, per cui siamo andati in discussione in consiglio con la volontà di recuperare a settembre, come poi è avvenuto, quando si sarebbe definito il regolamento IMU.
Ebbene dalla minoranza è arrivata la stessa proposta, e mi sono trovato a spiegare che non potevamo accoglierla, per quanto condivisa, ma che avremmo impegnato il sindaco e la giunta ad accoglierla successivamente. Vi assicuro che la situazione non era simpatica, ed ho cominciato a capire in questo piccolo passaggio cosa significa fare il “politico”!
Altro argomento che ha riscaldato il dibattito di luglio è stato quello sui compensi ai politici: lo so bene che questo argomento di questi tempi è molto delicato, e siamo tutti infervorati davanti ai vari “Batman” che spudoratamente mangiano soldi pubblici. Ma a Como i compensi sono stati già tagliati nella precedente amministrazione e sono tra i più bassi della Lombardia, a fronte di assessori che vi garantisco stanno mettendo in gioco la loro professionalità e il loro tempo per circa mille euro al mese! Personalmente ho trovato demagogica questa discussione, perché preferisco mettere in condizione il sindaco, la giunta e il consiglio di fare un buono lavoro e tagliare gli sprechi.
A proposito di sprechi, per non dimenticare invece il percorso da cui provengo, ho proposto una mozione per far partecipare il comune alla campagna contro l’acquisto di aerei da guerra F35. Il governo sta infatti portando avanti l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35 (deciso nel 2002) per un costo di circa 15 miliardi di euro, a cui si deve sommare un costo d’uso e di manutenzione valutato in oltre 40 miliardi di euro. La “spending review” che sta tagliando i trasferimenti ai comuni non tocca la difesa, e trovo improponibile – in particolar modo in questa situazione di crisi – affrontare questa spesa. La mozione è in calendario e verrà discussa nelle prossime sedute; è un segno piccolo ma credo importante, che mi auguro possa passare con un appoggio ampio e senza creare discussioni fuorvianti.
In questi quattro mesi l’esperienza più rilevante l’ho fatta a cavallo tra consigliere e operatore sociale, con l’attivazione di una convenzione tra Caritas e Comune per offrire un tirocinio formativo a nove profughi accolti in città, attraverso il quale fare lavori di pubblica utilità: imbiancare scuole e mantenere puliti i parchi pubblici. La giunta ha subito accolto con favore questa proposta, ma tra la firma della convezione e l’inizio dei lavori non posso nascondere che sia stato abbastanza complesso rendere attiva questa convenzione.
Ho passato un mese a far dialogare uffici che non dialogano, a cercare di portare soluzioni esterne laddove dall’interno non arrivavano, a cercare di capire in quale punto della catena burocratica fossero incagliati le procedure! Dopodiché quando tutto sembrava pronto e avviato … è servito comunque qualche colpo di defibrillatore per non far fermare tutto sotto il peso della burocrazia. Con questa esperienza mi sono sentito, in vari momenti, come se stessi pedalando su una cyclette …
Per fortuna la cosa sta andando e ad oggi c’è la scuola di via Giussani che dopo trent’anni vede di nuovo colore, e ci sono i giardini a lago che dai primi di agosto vengono ramazzati tutti i giorni da quattro ragazzi che proseguono nel loro viaggio della speranza, prima per arrivare in Libia, poi a Lampedusa, e oggi a Como, alla ricerca di un lavoro e di una vita più dignitosa.
A partire da questa collaborazione stiamo cercando gli strumenti per rendere regolari sia le collaborazioni con cooperative sociali che fanno inserimenti lavorativi, laddove sia possibile assegnare parte di appalti pubblici, sia la collaborazione con cittadini volontari nella cura e nella manutenzione del patrimonio comunale.
Intanto sono impegnato anche nella commissione II, che si occupa di urbanistica, in cui stiamo approfondendo la conoscenza del PGT (Piano di Governo del Territorio), che va approvato entro fine anno (altra scadenza imposta!) e in cui passa la progettazione futura della città. Non sono un tecnico e la materia è complessa, ma non voglio lascarla ai tecnici (che propongono parcheggi sotto a Piazza Cavour e trafori sotto a Borgovico) e mi preme portare un occhio di riguardo al consumo di suolo anzitutto, a spazi per gli orti urbani, a piste ciclabili e a quanto possa rendere più vivibile questa città!
Ma questo è argomento per le prossime puntate, e spero di riuscire a comunicare regolarmente quanto sto vivendo nel ruolo di consigliere: questa in realtà era la mia intenzione da subito, la prima promessa (da politico) che sto già facendo fatica a rispettare!
Per fortuna però ho alle spalle il mio gruppo – “Amo la mia città” – che mi stimola e mi aiuta, e con cui sto cercando di condividere questa esperienza, che non voglio affatto vivere come esperienza personale. Io sto dentro al “palazzo” ma voglio essere ponte con chi fuori ha voglia di costruire qualcosa di buono per Como, e per quel poco che sto capendo ci sono passaggi fondamentali da fare dentro, ma il nuovo va costruito fuori, con i cittadini!

Marco Servettini

16 SETTIMANE e MEZZO (di Gisella Introzzi)

“Allora? come va in Comune?…” Dal 6 giugno questa domanda mi è stata rivolta centinaia di volte. Da amici, sostenitori, elettori, cittadini non ancora conosciuti. Una domanda quindi che oggi ha diritto ad una risposta “collettiva”.

Premesso che è troppo facile cavarsela con un “è impegnativo e faticoso” (tanto se ne sono già accorti tutti e mi sembra ci stiano esprimendo, grazie a questa diffusa consapevolezza, un solidale sostegno), provo ad accennare per flash a quelle che sono – da un lato – le impressioni più belle, le soddisfazioni e – dall’altro – le difficoltà, gli scogli da rimuovere. Per finire poi con un appello a voi tutti.

La considerazione più positiva che ci tengo a sottolineare è che in questa Giunta io mi sento a mio agio. Ci unisce un comune forte senso di responsabilità e la volontà di correttezza e legalità, non solo degli atti ma anche dei comportamenti. Vi assicuro che non è poco. Le profonde differenze di esperienze professionali e di storie personali comportano forse tempi aggiuntivi per sintonizzare le nostre visioni, ma non sono d’ostacolo (anzi!) allo sviluppo di uno sforzo comune per trovare la risposta giusta, la più equa, la più efficace possibile a servizio della città. Tre delle persone che compongono la Giunta non le avevo nemmeno mai incontrate, con le altre c’era una conoscenza limitata. Con tutte c’è franchezza, rispetto, ascolto e reale collaborazione.

La forte presenza femminile concorre alla costruzione di uno sguardo alla città che proviene da prospettive differenti. Confesso che, abituata per lavoro ad essere spesso in posizioni assolutamente minoritarie se non di totale isolamento, la Giunta paritaria dà anche psicologicamente un forte conforto.

A Mario Lucini va il merito di avere costruito un buon team e dai commenti della gente percepisco che la comune differenza di stile, di impegno e disinteresse viene riconosciuta ed apprezzata.

Un altro aspetto stimolante è l’entusiasmo e la fiducia raccolti in ambienti che non avrei immaginato così vicini a noi. C’è grande attesa, che deriva dalla consapevolezza dei ritardi accumulati dall’Amministrazione precedente e della complessità della sfida che fronteggiamo. Grande attesa che aggiunge ulteriore responsabilità al nostro operato quotidiano, in una situazione politica in cui le cronache sono giornalmente invase da fatti di corruzione e peculato che infangano l’immagine di ogni amministrazione pubblica.

Bellissimo è stato sentirsi dire dai dipendenti comunali che tornavano a sentirsi considerati dai loro amministratori e caricati di motivazione a migliorare i servizi.

Le difficoltà sono tante e sotto gli occhi di tutti. Grandi problemi che, trascurati nel tempo, sono cresciuti anche in termini di complessità. Carenza di risorse, taglieggiate dai ripetuti interventi di riduzione della spesa pubblica. Una prolungata fase di recessione economica che acuisce anche nella nostra città le tensioni sociali, diffonde insicurezza e disorientamento, mortifica energie ed aspettative dei giovani che rappresentano viceversa la risorsa fondamentale per lo sviluppo.

A ciò si aggiungono difficoltà di non secondaria importanza. Ad esempio il dialogo con una struttura comunale in cui si sono consolidati comportamenti organizzativi funzionali ad altri orientamenti politici. Non c’è giorno in cui non mi scontri con la “mentalità della separatezza”: si va alla ricerca della ragione che consenta di imputare ad altri (altro ufficio, altro settore) la responsabilità di quello che non va. Si fatica a confrontarsi con la banale realtà che ogni protesta (se giusta) indebolisce questa Amministrazione ed accomuna in un giudizio di incompetenza tutti i dipendenti. So che la mancanza di cooperazione è un problema presente in ogni organizzazione, ma nel nostro caso questa tendenza è stata accentuata ed esasperata da comportamenti di vertice contrassegnati da concorrenzialità interna e che contrastavano la collaborazione. A noi tocca rimuovere queste incrostazioni, anche andando a ricomporre procedimenti frammentati o replicati in più unità organizzative.

Su questo fronte una bella novità. Dal 1° ottobre avremo una nuova Segretaria Comunale e la responsabile del Gabinetto del Sindaco: due donne che, in posizione chiave per l’organizzazione e la gestione, guideranno il trasferimento all’interno della struttura dei principi di responsabilità collettiva, di impegno, efficienza e trasparenza che ispirano i comportamenti di tutta la Giunta.

Ma la difficoltà che personalmente avverto come più limitante deriva dal non essere ancora riusciti – travolti dalle continue emergenze che quotidianamente ci assalgono, dettando di fatto la nostra agenda – a realizzare un adeguato sistema di comunicazione con i cittadini, elettori e non, e di ampliamento della partecipazione. La stampa dà una rappresentazione non veritiera del nostro lavoro, preoccupata più di costruire occasioni per polemizzare che di offrire un esame (anche critico) della nostra azione. Mi chiedo e vi chiedo: a chi interessa conoscere i nomi dei 4600 titolari di pass? A me sembra che basti affermare che sono un’enormità e che il responsabile è chi li ha autorizzati (ma il giudizio degli elettori lo ha già sancito con chiarezza). Mi importa sapere che i criteri cambieranno, che li stiamo costruendo ascoltando la città, che li rispetteremo. E vorrei che ci si occupasse dei veri problemi che riguardano la vita dei cittadini.

Ecco allora il mio appello a tutti voi: non abbandoniamo l’impegno generoso che un anno fa abbiamo messo in campo per CAMBIARE PASSO!

Abbiamo vinto grazie alla mobilitazione di tante energie, intelligenze e volontà che ci hanno portato ad una impresa incredibile. Quella è la nostra forza. Di quella forza io sento più che mai il bisogno nel mio impegno quotidiano. Ho bisogno che sia alimentato non solo dal vostro sostegno, ma anche dalle vostre idee e dalla vostra energia, ed anche dalle vostre critiche. Costruiamo assieme i luoghi e gli strumenti per ampliare la partecipazione. Ma nel frattempo non fermatevi!  non scomparite dalla scena cittadina!  siatene protagonisti e trascinate nuove forze vitali!

Vi ringrazio e vi abbraccio.

Gisella Introzzi