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19 Giugno – FORZE CIVICHE e DEBOLEZZE POLITICHE: Partecipazione, rappresentanza e democrazia

Nei mesi scorsi abbiamo assistito all’emergere di una nuova e al tempo stesso antichissima coscienza civile e sociale che ha mosso numerosi cittadini a proporsi come strumento attivo e diretto per la gestione della “cosa pubblica”. In tale contesto, Como e la Lombardia hanno sprigionato una grande energia che ha generato o rafforzato molte associazioni e liste accomunate sì dallo spaesamento nei confronti di una politica partitica in difficoltà, ma anche e soprattutto da un forte senso di responsabilità verso la propria comunità. In una parola, dal civismo. Per quanto capace di coinvolgere molti cittadini in un rinnovato impegno civile questa nuova e al tempo stesso antica forza lascia trasparire delle debolezze politiche che devono essere affrontate e risolte se il civismo vorrà continuare a contribuire al risanamento etico ed economico del nostro Paese. Il titolo dell’incontro “forze civiche e debolezze politiche” evoca in effetti non solo l’attuale difficoltà dei partiti tradizionali, ma anche l’immagine del civismo incapace – per sua natura forse – di grande incisività se non a livello locale.
Il termine civismo (civisme) nasce assai significativamente agli albori della rivoluzione francese dal vocabolo latino civis-cittadino e lo si definisce forse in modo un po’ aulico come “nobiltà di sentimenti civili, alto senso dei propri doveri di cittadino e di concittadino, che spinge a trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune” (Treccani). In altre parole, il civismo affonda le proprie radici nella limpida consapevolezza dei diritti/doveri alla base del contratto sociale e si manifesta in azioni volte alla realizzazione dell’interesse comune. Come la forza di una società giusta si estrinseca attraverso l’osservanza delle norme del vivere civile e solidale non meno che nel rispetto per i diritti inviolabili del singolo, così il civismo richiede non solo un sistema di valori profondamente democratici, ma anche un’azione tesa ad un benessere sociale condiviso che permetta il pieno compimento dello Stato di diritto.
In Italia il fenomeno del civismo affonda le radici più recenti nella crisi dei partiti della Prima Repubblica, si inserisce nel vuoto creato dalle difficoltà economiche e politiche dei primi anni Novanta del secolo scorso e si rafforza in quella dei primi anni Dieci. In questa attuale e lunga fase di forte flessione economica e di montante disagio sociale, assistiamo al consolidarsi di un associazionismo tenacemente volto alla difesa dei beni comuni e al rispetto di un vivere civile responsabile e sostenibile. In questi anni il civismo, attraverso le liste civiche, si è confermato come vitalità capace di catalizzare parte del consenso dei cittadini in cerca di nuove forme di partecipazione. Consociando individui non necessariamente della stessa cultura politica mediante un obiettivo comune legato alla tutela e alla gestione dei beni appartenenti alla stessa comunità è indubbio che il civismo abbia un potere aggregante molto forte. Ciononostante, anche se a volte il civismo riesce ad attrarre consenso in quegli elettori che non trovano piena e soddisfacente rappresentanza nell’attuale sistema partitico, non si può negare che la sua natura composita non sia fonte di incertezze, di debolezze, per l’appunto, politiche. E in ogni caso, essendo il consenso nei confronti delle liste civiche molto più facilmente catalizzabile localmente che su scala nazionale, e molto più su problematiche concrete che valoriali-ideologiche, il consolidamento politico dell’azione civica risulta, per ora e di per sé, difficile.
Tali e simili considerazioni lasciano il campo a numerosi interrogativi che tenteremo di affrontare nel corso dell’incontro del 19 giugno. Per fare solo alcuni esempi: in uno scenario politico caratterizzato dal crollo dei consensi nei confronti dei partiti tradizionali, dall’ascesa dell’astensionismo e dalla traiettoria apparentemente meteoritica del movimentismo M5S, che spazio c’è – se c’è – per il civismo? Fa forse parte della natura del civismo l’impossibilità di trasformarsi in vero soggetto politico regionale o nazionale? Tale trasformazione minerebbe la sua base fondante e la sua forza, sfigurando l’identità dei cittadini di per se stessi non organicamente partitici? E se, invece, è possibile un civismo organizzato e strutturato, questo può costituire una forma efficace di partecipazione politica attiva al fianco dei partiti tradizionali?
Oppure il civismo coltiva una visione politica alternativa al sistema dei partiti? E ancora, se è lecito stupirsi quando il Prof. Massimo Cacciari afferma che un certo civismo fuori dalle comunità locali non sia altro che una “cretinata”, si può non essere d’accordo con lui quando sostiene che al nostro Paese servono partiti forti e nazionali? E se è vero che civismo e passione civile sono sinonimi, è altrettanto vero che quest’ultima ha sempre costituito la linfa vitale di qualsiasi partito sano e democratico: perché allora il civismo sembra nutrire crescente diffidenza nell’esprimersi in seno ai partiti tradizionali? I partiti tendono troppo sovente a servirsi del civismo nel corso delle campagne elettorali e trascurarlo durante l’amministrazione della cosa pubblica? Ma se è così, quali possono essere allora le modalità di interazione tra movimenti civici e partiti per migliorare la politica e le Istituzioni nel nostro Paese? Come può, se può e se vuole, il civismo sostenere tale interazione? E infine, può l’esperienza comasca e lombarda proporre alcune risposte a tali interrogativi?
AMO LA MIA CITTA’ (AMC) è nata un anno fa con l’ambizione di contribuire alla rigenerazione della nostra città e al rafforzamento di una azione partecipata per un’amministrazione virtuosa della cosa pubblica. Certamente qualcosa è stato fatto, ma altrettanto certamente c’è ancora molto da fare, soprattutto per quanto riguarda quell’ “abbattere il muro fra palazzo e cittadini” di cui avevamo fatto nostra bandiera. A un anno dalla fondazione, è giunto il momento di interrogarci sul percorso svolto confrontandoci con i grandi movimenti civici lombardi per poter tracciare le linee da seguire nei prossimi anni di amministrazione e impegno civile.

19 giugno 2013 – Cooperativa La Moltrasina – Moltrasio (CO)
Ore 19h00 Buffet
Ore 20h45 Colloquio

Introdurranno il dibattito:
Andrea Di Stefano – fondatore di ETICO e capolista nella provincia di Milano alle scorse elezioni regionali
Corrado Valsecchi – coordinatore regionale di LISTE CIVICHE – fondatore di APPELLO PER LECCO
Darko Pandakovic – capolista nella provincia di Como per PATTO CIVICO alle scorse elezioni regionali
Danilo Lillia – capolista nella provincia di Como per la lista ETICO alle scorse elezioni regionali
Moderatrice:
Gisella Introzzi – assessora al lavoro e alle attività produttive del Comune di Como, Fondatrice di AMC

Scarica la presentazione

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PROPOSTA di AMO LA MIA CITTA’ alla maggioranza politica del Comune di Como

Il Consiglio comunale di Como

Premesso che

– nella Convenzione europea sulla Nazionalità conclusa tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa il 6 novembre 1997 è previsto che ciascuno Stato faciliti, nell’ambito del diritto domestico, l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul suo territorio e ivi domiciliate legalmente e abitualmente” (Articolo 6, paragrafo 4, lettera e);

– l’Articolo 3 della Costituzione Italiano garantisce che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”;

– è stata depositata al Parlamento italiano nel giugno 2012 una legge di iniziativa popolare che chiede di concedere la cittadinanza italiana ai bambini nati da genitori stranieri regolarmente residenti in Italia (la campagna denominata “L’Italia sono anch’io” è stata coordinata dall’ANCI e promossa da numerose associazioni e organizzazioni sindacali nazionali);

Considerato che

– gli stranieri regolarmente residenti in Italia sono quasi 5 milioni (al 1° gennaio 2011 gli stranieri residenti in Italia erano 4.570.317 – fonte Censimento ISTAT 2011). Un dato che evidenzia in modo plastico il cambiamento di status dell’Italia da Paese di emigrazione a Paese di immigrazione. Negli ultimi dieci anni il numero degli immigrati è aumentato di circa il 150% incidendo anche sullo sviluppo produttivo e demografico del nostro Paese. Più del 9% del Pil italiano è prodotto da lavoratori stranieri; il loro contributo al gettito fiscale è stimato a più di 6 miliardi di euro. Lentamente, ma in maniera irreversibile, la presenza dei cittadini stranieri in alcune metropoli come Milano e Roma sfiora il 10% d’incidenza rispetto alla popolazione autoctona e ovunque la media supera il 7%. Una presenza stabile, organica, destinata a modificare in profondità non solo la struttura sociologica, ma il volto fisico e l’anima culturale delle comunità metropolitane.

– Nel corso del 2010 sono nati in Italia circa 78.000 bambini stranieri, pari al 13,9% del totale (fonte Rapporto ISTAT) e sono circa 1.000.000 i minori figli di migranti (di cui 650.000 nati in Italia). La maggior parte di tali minori non si è mai recata nel Paese di provenienza dei propri genitori, frequenta le nostre scuole e solo al compimento del 18° anno di età potrà chiedere l’ottenimento della cittadinanza italiana.

Più in particolare

– sulla base dei risultati del censimento ISTAT del 2011, nell’arco dell’ultimo decennio intercensuario la popolazione straniera abitualmente dimorante in Lombardia risulta quasi triplicata, essendo cresciuta da 319.557 a 947.288 unità (+196,4%). Un incremento di pari entità si registra anche nell’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione residente, che sale da 35,4 a 97,6 stranieri per mille censiti. Nella provincia di Como le presenze straniere residenti sulla base dei dati raccolti durante il censimento 2011 ammontano a 42.383 persone, mentre nel 2001 risultavano 14.320, registrando quindi un aumento significativo del 196%.

– La popolazione residente in Provincia di Como è aumentata sempre più velocemente soprattutto dall’inizio del 2002 alla prima metà del 2005 – con crescite annue anche di 6-7mila unità – per poi rallentare il proprio ritmo verso incrementi annui compresi fra le 2,4 mila e le 4,6 mila unità fino al 1° luglio 2011. In generale, comunque, tale popolazione è più che quadruplicata da 11.100 unità ad inizio secolo fino a 45.600 a metà 2011 (dati dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità, Milano, 2012).

– Tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso la nostra città ha registrato una significativa crescita demografica che l’ha portata vicino alla soglia dei 100.000 abitanti. Toccati i 98.689 abitanti nel 1973, la tendenza si è invertita soprattutto a causa del rallentamento della natalità e la popolazione comasca è scesa fino a segnare nel 2001 un minimo di 78.680 abitanti. Il decennio successivo ha conosciuto una nuova crescita demografica favorita dal fenomeno immigratorio. Anche nella città di Como nell’ultimo decennio i flussi migratori sono stati rilevanti e crescenti: a fine 2011 a Como il 13,8% della popolazione era costituita da cittadini stranieri. Una quota superiore sia al dato nazionale, regionale e provinciale. Al 31 dicembre 2011 risultano 2.626 minorenni stranieri (nati dopo il 31 dicembre 1993) a fronte di una popolazione straniera di 11.912 soggetti su un dato complessivo che registra in tale data 86.116 cittadini residenti nel comune di Como.

Preso atto che

– l’analisi dei dati mostra che sempre più spesso si tratta di un’immigrazione che tende a stabilizzarsi nel tempo, scegliendo il nostro Paese come luogo in cui vivere, lavorare e crescere i propri figli;

– queste persone rappresentano ormai una componente fondamentale della società italiana, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo economico, sociale, culturale e civile del nostro Paese;

Ritenuto che

– l’attuale legislazione nazionale in materia di cittadinanza, proprio al fine di perseguire una condizione di effettiva eguaglianza dei diritti sancita dalla nostra Costituzione, debba essere modificata in direzione di una semplificazione e di una facilitazione nell’attribuzione della cittadinanza ai figli dei migranti e ai cittadini stranieri che ne fanno richiesta, con l’obiettivo di favorirne la stabilizzazione e la piena inclusione nella società italiana, in linea con la Convenzione europea sulla Nazionalità del 1997;

Chiede al Sindaco e la Giunta del Comune di Como di

– conferire la cittadinanza simbolica, entro l’anno corrente, a tutti i minori di 18 anni, figli di genitori stranieri e residenti a Como al 31 dicembre 2012, nati in Italia e all’estero frequentanti tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio da almeno 3 anni, previa accettazione di tale riconoscimento simbolico da parte dei genitori del minore o da chi ne rappresenta la tutela legale;

– diffondere, secondo le modalità indicate dall’iniziativa nazionale dell’ANCI denominata “18 anni in Comune”, adeguata informazione rispetto al percorso di ottenimento della cittadinanza secondo la legge ora vigente che prevede la possibilità di fare richiesta della cittadinanza stessa presso gli uffici comunali di residenza entro un anno dal compimento del diciottesimo anno di età;

– conferire ogni anno, con cerimonia pubblica, fino a quando lo Stato italiano non cambierà legge sulla cittadinanza, il riconoscimento simbolico di cittadinanza italiana ai minori nati da genitori stranieri e residenti a Como, previa accettazione di tale riconoscimento simbolico da parte dei genitori del minore o da chi ne rappresenta la tutela legale;

– dare ampia diffusione al presente ordine del giorno e del percorso così delineato, anche attraverso gli strumenti informatici a disposizione del Comune;

– trasmettere il presente ODG:

al Presidente della Repubblica

al Presidente della Regione Lombardia

al Presidente del Consiglio dei Ministri

al Commissario della Provincia di Como

ai Senatori e Deputati eletti della Provincia di Como

Le iniziative di AMC con le comunità straniere (di Massimiliano Mondelli)

Nell’ultimo decennio Como ha conosciuto flussi migratori rilevanti e crescenti facendo salire a inizio 2012 la popolazione straniera residente a più del 13,8% di quella cittadina. Considerando che la media nazionale si attesta intorno al 7%, appare chiaro come la nostra città sia chiamata ad affrontare con intelligenza un mutamento epocale della propria identità sia dal punto sociale non meno che da quello culturale.

E’ anche per questo motivo che AMO LA MIA CITTA’ (AMC) sin dalla sua pur recente costituzione ha lavorato a stretto contatto con alcune fra le più attive comunità immigrate nella convinzione che il percorso da seguire per una migliore e fruttuosa convivenza fra vecchi e nuovi cittadini debba consistere in una forte e partecipe cultura del confronto. Siamo infatti certi che solo attraverso un dialogo paritario e aperto, senza diffidenza da un lato né paternalismi dall’altro, si potranno individuare le modalità e i percorsi più adatti a valorizzare le capacità economiche e il patrimonio culturale dei cittadini stranieri (e non). Solo coinvolgendo appieno le varie culture presenti nel nostro territorio avremo la possibilità di trovare le vie più efficaci per un solido e maturo sviluppo sociale e culturale della città. Solo riuscendo a radicare nel territorio tale approccio, la nostra città consentirà da una lato ai nuovi cittadini di sviluppare appieno le proprie potenzialità e dall’altro ai comaschi d’origine di ottenere il massimo beneficio dal cambiamento in atto, sapendolo cogliere e valutarlo anche come fattore di ricchezza sia economica che culturale. Ma per far ciò è necessario evitare gli stereotipi e combattere i pregiudizi che ingombrano il campo sia nelle comunità autoctone che in quelle immigrate. Non è un discorso di matrice “buonista” il nostro, tutto al contrario, ma di sano realismo. Si tratta semplicemente di prendere atto dei mutamenti che la mobilità globale, non solo delle merci ma inevitabilmente anche delle persone, sta imponendo a noi e alla nostra Storia. E di agire con responsabilità e un minimo di visione. In dieci anni il peso delle aziende di operatori stranieri sul totale delle imprese è passato dal 2 al 9% e il numero delle attività si è più che quintuplicato a dispetto di una contrazione tendenziale generale del 3%. Nel 2009 gli stranieri hanno prodotto più del 12% dell’intera ricchezza del nostro Paese e con più di 85mila aziende la Lombardia è la regione che presenta il maggior numero di realtà imprenditoriali condotte da stranieri (il 19% del totale). Ciononostante l’immigrazione continua a essere percepita quasi esclusivamente come un problema emergenziale e di ordine pubblico. L’immigrato continua ad essere considerato come un corpo estraneo e quasi mai come una possibile risorsa. Mai come parte della soluzione, mai come valore aggiunto per il Paese.

Esempio importante delle potenzialità della presenza straniera nelle dinamiche economiche nel nostro territorio è la recente iniziativa intrapresa dalla comunità angolana di Como che con l’attivo coinvolgimento del Comune ha portato in tempi strettissimi all’intesa fra la delegazione dello Stato dell’Angola per EXPO 2015 e ComoNext, mostrando molto efficacemente le capacità delle comunità straniere di portare sviluppo nel territorio di elezione.

Riconoscendo il grande rilievo che la presenza straniera ricopre nelle prospettive di sviluppo economico, sociale e culturale della città, AMC ha lavorato in questi mesi a una serie di proposte:

  1. Nel febbraio scorso AMC ha condiviso con la maggioranza comunale la richiesta di accordare la cittadinanza simbolica ai minori stranieri residenti a Como. Dopo attento vaglio, la proposta è stata ripresentata nel maggio 2013. In varie forme, la concessione della cittadinanza simbolica è una azione che numerose città italiane (anche molto vicine a Como come Cantù e Milano) stanno conducendo. Tali iniziative sono sostenute con convinzione dallo stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. In piena sintonia con il pensiero e le parole del Capo dello Stato, AMC sostiene che l’attribuzione della cittadinanza simbolica, pur senza alcun valore giuridico, rappresenti “un prezioso contributo per un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica” capace di “riconoscere le seconde generazioni come parte integrante della nostra società”.
  2. Contestualmente alla proposta sulla cittadinanza simbolica, AMC ha sollecitato i membri del Consiglio comunale ad inserire Como nell’iniziativa “18 anni in Comune” promossa dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI). Pur risultando un progetto a costi assai limitati per il Comune, l’iniziativa può potenzialmente significare moltissimo per le seconde generazioni, mirando a informare in modo tempestivo i minori nati in Italia da genitori stranieri sulle modalità di acquisizione della cittadinanza. A proposito, si veda la documentazione preparata dall’ANCI
  3. AMC è impegnata perché il Comune individui un luogo di incontro intercomunitario e cittadino, fisso e a costi contenuti, dove le comunità straniere possano riunirsi e condividere informazioni riguardo ai problemi legati all’accoglienza, alle pratiche burocratiche, alla sensibilizzazione, ecc.
  4. AMC considera fondamentale che il Comune faccia il possibile per sostenere le proposte di iniziativa immigrata volte a realizzare occasioni “di sviluppo culturale della società comasca nel suo insieme, per vincere l’esclusione, il disagio e l’incomprensione fra vecchi e nuovi cittadini. Dibattiti, serate tematiche, concerti consentiranno di integrare gli apporti di ciascuna comunità e delle istituzioni culturali in una concreta occasione di apertura e di arricchimento reciproco” (Cit. Programma elettorale delle forze partitiche e civiche che sostengono l’attuale maggioranza comunale).

In prospettiva, AMC mira alla costituzione a Como di un Centro interculturale sul modello di “Mondinsieme” di Reggio Emilia (www.mondinsieme.org) che opera sui processi culturali dell’integrazione, lavorando con italiani e stranieri per favorire la coesione e la partecipazione sociale. L’intento è fare dell’interazione fra nuovi e vecchi cittadini un processo partecipato al fine di valorizzare l’impegno delle associazioni straniere e, soprattutto, dei giovani, a partire dalle seconde generazioni e dagli studenti delle scuole superiori di secondo grado. Azioni di tale Centro interculturale dovranno essere la sensibilizzazione al pluralismo culturale e alla partecipazione attiva dei cittadini contro ogni forma di razzismo e discriminazione, attraverso progetti di dialogo, educazione e comunicazione interculturale. AMC è consapevole che si tratta di un obiettivo complesso da perseguire che necessita di un lungo lavoro e di una maggiore collaborazione fra e con le varie comunità straniere residenti. Cionondimeno, AMC è convinta di un principio che in molti tendono ancora a trascurare e cioè quello per cui è del tutto inutile (e in alcuni casi anche dannoso) “fare qualcosa” per gli stranieri senza la loro attiva partecipazione. AMC ritiene allora necessario continuare a lavorare per il raggiungimento di tutti questi obiettivi al fine di riconoscere il giusto valore ai nuovi cittadini, sviluppare il confronto e le relazioni interculturali, creare occasioni di formazione al rispetto e all’incontro delle diversità, ed elaborare risposte nuove a un mondo che è già cambiato.

Massimiliano Mondelli

Presidente di AMO LA MIA CITTA’

Como con Malala (di Chiara Bedetti)

Un flash mob I am Malala ha aperto, sabato 24 novembre, l’iniziativa “Como con Malala”, promossa dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Como, in collaborazione con la Consigliera provinciale di parità e dedicato alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Da Piazza Verdi le donne – circa un centinaio – che hanno partecipato al flash mob, tra cui tantissime ragazze, hanno formato una catena umana fino ad arrivare al cortile di Palazzo Cernezzi. Ad attenderle una folla di persone, donne e uomini, insieme ad esponenti della Giunta e del Consiglio comunale. Dopo i saluti del Sindaco (che molto simpaticamente è stato presente anche al flash mob), l’incontro è stato aperto dall’Assessora alle Pari Opportunità Giulia Pusterla
(video).
Si sono poi susseguiti numerosi e significativi interventi dei partecipanti – molte donne, ma anche qualche uomo – che hanno voluto testimoniare il loro impegno contro la violenza di genere leggendo dal palco frasi di donne che hanno fatto della lotta per i diritti civili, e delle donne in particolare, una ragione di vita: da Anna Kuliscioff a Aung San Suu Kyi, da Shirin Ebadi a Leymah Roberta Gbowee e molte altre. Un pensiero particolare è stato dedicato alla giovanissima Malala, la quattordicenne pakistana quasi uccisa dai Talebani per la sua attività di blogger a favore del diritto allo studio delle ragazze. Un simbolo per ricordarci che la violenza, anche quella di genere, si combatte prima di tutto con l’educazione, l’istruzione, la cultura.
L’incontro in comune è stato un’iniziativa corale, semplice ma significativa, che ha saputo coinvolgere il pubblico andando ben oltre le aspettative del gruppo di donne che l’ha promossa e proposta all’Assessora. Un gruppo variegato in cui trovano spazio donne appartenenti alle diverse forze politiche che sostengono questa amministrazione.
AMC è stata particolarmente attiva nell’organizzazione di questo evento. Idapaola Sozzani ha coinvolto alcuni docenti del Liceo T. Ciceri fra cui Raffaela Antonacci che ha guidato la partecipazione di tante giovani studentesse che hanno portato il loro contributo dal palco con la lettura di frasi suscitate dal lavoro svolto in classe sul tema della violenza contro le donne. Chiara Bedetti è stata impegnata nella parte organizzativa e nella “regia occulta” degli interventi, mentre Gisella Introzzi ha dato il suo fattivo supporto dall’interno del Comune, confermando il suo impegno per le tematiche che riguardano le donne (purtroppo non è potuta essere presente all’incontro in quanto aveva un altro impegno istituzionale). Insieme a loro, tante altre amiche di AMC, in particolare Tonina Santi, Sandra Gerosa, Miriana Ronchetti sono state parte attiva di questa dinamica femminile assai promettente per Como e assai trasversale alla coalizione che sostiene l’Amministrazione Lucini.
Per tutte la sfida vera inizia adesso e consiste nel non lasciare che questo evento rimanga un episodio isolato, ma si inserisca in un percorso coerente con il lavoro quotidiano dell’amministrazione comunale, in tutti i settori. Per evitare che date significative come il 25 novembre e l’8 marzo diventino solamente degli alibi per dimenticarsi dei problemi delle donne nei rimanente 363 giorni dell’anno.

Chiara Bedetti

Puliamo il Mondo (intervista a Chiara Bedetti)

Il rapporto tra ambiente, salute e qualità della vita è oggi al centro dell’agenda politica e rende particolarmente significative le scelte che riguardano mobilità urbana, inquinamento, traffico, verde, pulizia, rifiuti, energia. Non si tratta solo di prendere decisioni di carattere amministrativo, ma anche di promuovere stili di vita diversi, più sostenibili e attenti all’ambiente, a partire dai giovani. Un obiettivo fondamentale per il Circolo Legambiente “Angelo Vassallo” di Como, che è impegnato in questo senso attraverso azioni ed iniziative sviluppate anche in collaborazione con il Comune di Como. Ne parliamo con Chiara Bedetti, socia di AMC e di Legambiente.

Il 29 settembre scorso Como ha partecipato all’iniziativa ambientale internazionale PULIAMO IL MONDO, che per l’Italia è promossa da Legambiente. Come si è svolta l’attività su Como?

L’impegno e l’entusiasmo del presidente del nostro circolo – Michele Marciano – hanno portato al coinvolgimento di numerose associazioni – ACLI, ARCI, AUSER, BANCA DEL TEMPO, UISP, ASS. TAVERNOLA ATTIVA – ed è stato, quindi, possibile coprire diversi punti della città e della periferia. L’organizzazione è stata complessa e ha coinvolto attivamente diversi soci di Legambiente. Voglio sottolineare l’appoggio dell’Assessorato Ambiente del Comune che ha condiviso da subito le finalità dell’iniziativa e ha acquistato i kit – guanti, pettorine, cappellini e copertura assicurativa – per i partecipanti.

Nonostante la pioggia, più di 100 persone, tra cui tanti ragazzi, hanno partecipato all’iniziativa. Una testimonianza di orgoglio e di impegno dei cittadini che non vogliono rassegnarsi a  vivere in un luogo sciatto e sporco.

Ci saranno, quindi, altre iniziative di questo tipo?

“Puliamo il mondo” tornerà l’anno prossimo, ma ci piacerebbe riuscire ad organizzare altri momenti simili – potremmo definirli “puliamo Como” – proprio per proseguire sulla strada della sensibilizzazione attraverso azioni concrete. Al momento ci stiamo impegnando per  sviluppare anche a Como un’altra iniziativa, già praticata in molti Comuni, che viene generalmente definita “adotta un’aiuola”.

Di cosa si tratta esattamente?

Le modalità di svolgimento possono essere diverse, ma il principio comune è costituito dal fatto che i cittadini – singolarmente o in gruppo – possono “adottare” uno spazio, anche piccolo, un’aiuola appunto, e si impegnano a prendersene cura. Abbiamo iniziato a ragionare con l’assessora Gerosa per capire con che modalità l’iniziativa può essere concretizzata anche a Como. L’obiettivo è quello di coinvolgere i cittadini nella cura del territorio, inteso come patrimonio di tutti. Avere una città pulita e curata  dipende anche da noi, dai nostri comportamenti quotidiani. Naturalmente senza la pretesa di sostituirci alle competenze istituzionali del Comune.

Se ho capito bene si tratta di sviluppare modelli di cittadinanza attiva.

Esattamente. Informazione, educazione e partecipazione sono i punti centrali di un processo che deve portare al coinvolgimento attivo delle persone, promuovendo una responsabilità condivisa nella cura del bene pubblico. Siamo molto contenti di aver trovato attenzione e disponibilità da parte degli assessori competenti – Magatti e Gerosa – perché processi culturali di questo tipo devono essere adeguatamente sollecitati e incentivati dalle istituzioni.

Le prossime iniziative?

Venerdì 16 novembre, alle 21, presso la Biblioteca Comunale si terrà l’incontro “Inquinamento atmosferico e salute. Esperti a confronto per un’aria più pulita”, promosso dal nostro circolo con l’associazione Rete Clima e la Libreria Feltrinelli. Al convegno  parteciperà anche il prof. Paolo Crosignani, epidemiologo dell’Istituto dei Tumori di Milano la cui esperienza in materia è riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Sarà, quindi,  un’occasione importante per discutere in modo qualificato degli effetti sulla salute dell’inquinamento atmosferico, partendo da dati scientifici per arrivare a delle proposte concrete per la nostra città.

Traffico e inquinamento affliggono Como da anni. Quali soluzioni proponete?

Como sconta l’assoluta inerzia delle precedenti amministrazioni, dovuta anche al fatto che qualsiasi intervento volto ad alleggerire il flusso di macchine in città e promuovere forme di mobilità alternativa implica decisioni impopolari. Abbiamo molto apprezzato gli orientamenti dell’assessora Gerosa,  alla quale abbiamo già espresso il nostro appoggio ad ogni iniziativa di allargamento di ZTL, zone a velocità limitata, piste ciclopedonali che stimolino ed incentivino la mobilità alternativa all’auto, con un opportuno piano parcheggi, che cambi la visione della città.

Idee di rapida realizzazione per la Como che cambia

Una buona idea non è necessariamente una idea costosa, ma è sempre in grado di migliorare le cose (per tutti)

Le tre liste civiche che hanno sostenuto il candidato Mario Lucini, il lavoro delle numerose associazioni operanti in città, e i centocinquanta e più cittadini che hanno partecipato alla elaborazione del programma elettorale del centro-sinistra hanno mostrato che Como non è più disposta a tollerare l’inerzia, la negligenza e l’incuria nei confronti del bene pubblico a cui l’aveva costretta e abituata la passata amministrazione. E’ anche per questo motivo che sin dalla sua fondazione l’Associazione AMO LA MIA CITTA’ è particolarmente impegnata a stimolare il massimo impegno per concretizzare le speranze che hanno spronato i cittadini comaschi nella primavera scorsa: la realizzazione di una città più giusta, più bella, una città degna dei suoi cittadini.

E’ con spirito di fedele rispetto della volontà di cambiamento così chiaramente espressa alle ultime elezioni amministrative che l’Associazione AMO LA MIA CITTA’ ha raccolto e continuerà a raccogliere idee di veloce e facile realizzazione capaci, se realizzate, di dare il senso a tutta la cittadinanza che Como sta davvero cambiando passo. Con questa iniziativa l’Associazione AMO LA MIA CITTA’ intende anche indicare un metodo di partecipazione e un principio di corresponsabilità che vede istituzioni e società civile muovere le proprie energie nell’esclusivo interesse della cosa pubblica e del bene comune. Siamo convinti infatti che il successo della nuova amministrazione sarà tanto più rilevante quanto più saremo tutti noi cittadini in grado di lavorare insieme al Comune per far di Como una città migliore.

Per condividere le vostre proposte potrete scrivere un messaggio e-mail a info@amolamiacitta.it o pubblicarle sulla pagina Facebook “Idee per Como che cambia” (https://www.facebook.com/quiora.AMC). L’Associazione AMO LA MIA CITTA’ si impegna a censire le idee così raccolte e a trasmetterle alla amministrazione per una loro realizzazione.

Alcune fra le proposte raccolte prima dell’estate da AMO LA MIA CITTA’ sono qui sotto riprodotte

ARREDO URBANO E VITA IN CITTÀ
Aprire i giardini del Museo civico archeologico Paolo Giovio e istallarvi alcuni giochi per i bambini. La gestione dell’iniziativa e la cura dei giardini potranno essere assegnate ai cittadini e organizzazioni del quartiere o forme di volontariato organizzato. L’Associazione AMO LA MIA CITTA’ si rende disponibile a predisporre tale azione di volontariato.
Permettere l’accesso pubblico alla prima parte dei giardini di Villa Giovio, con ingresso su via Varesina. La gestione dell’iniziativa e la cura dei giardini potranno essere assegnate a forme di volontariato organizzato. L’Associazione AMO LA MIA CITTA’ si rende disponibile a individuare i modi di tale organizzazione.
Garantire la stabile apertura del parco di San Martino. La gestione dell’iniziativa e la cura del parco potranno essere assegnate ai cittadini e organizzazioni del quartiere o forme di volontariato organizzato.
Attivare la copertura wireless di una zona altamente simbolica della città come il portico del palazzo del Broletto che tornerebbe così luogo di incontro privilegiato e vissuto da tutta la cittadinanza.
PARTECIPAZIONE
Attivare il regolamento del servizio di volontariato per lo svolgimento di attività socialmente utili (come già in uso in altri Comuni).
Riattivare i gruppi di lavoro che hanno contribuito alla elaborazione del programma del centro-sinistra.
Aprire un dialogo pubblico con albergatori, commercianti e cittadini su come ridurre al minimo gli effetti negativi del cantiere delle paratie.
Definire un calendario di incontri in ogni quartiere, con la presenza del Sindaco, organizzati col supporto dei consiglieri residenti nel quartiere, per avviare il dialogo con i cittadini e rilevarne le indicazioni.
Pubblicare sul sito web del Comune, in una sezione dedicata, l’indirizzo di posta elettronica di tutti gli amministratori, anche dei consiglieri, e di tutti i dirigenti con l’indicazione delle rispettive deleghe e competenze (in attesa di realizzare una vera interattività con la cittadinanza attraverso il portale: partecipazione è anche informare i cittadini sulla situazione dei piccoli e grandi lavori; sui tempi e modalità di asfaltatura delle strade; su progetti in fase di realizzazione nel 2012; sul bilancio, ecc.).
Organizzare almeno una seduta del Consiglio in una piazza o in un luogo aperto e visibile, se non proprio un “Consiglio itinerante” nei vari quartieri della città.
Avviare il processo che porti alla istituzione delle “Consulte permanenti tematiche” previste nello statuto comunale (Art.9, comma 2). Il Comune, al fine di consentire la consultazione delle associazioni e organizzazioni cittadine, può istituire con deliberazione del Consiglio comunale una o più consulte permanenti nel campo ambientale, turistico, culturale, sportivo, economico e sociale il cui ruolo è di integrare e arricchire le proposte degli organi del Comune con l’apporto di competenze specifiche.
VARIE
Aderire ufficialmente all’iniziativa “ITALIA SONO ANCH’IO” attraverso la firma della relativa petizione (cittadinanza italiana ai minori stranieri nati in Italia).
Studiare la fattibilità di un osservatorio per gli appalti di forniture, lavori, servizi che permetta di: pubblicare on-line gli appalti in essere e in fase di gara; giovarsi di un data-base che consenta l’acquisizione, la catalogazione, la consultazione e la divulgazione di informazioni chiare, organizzate e omogenee riguardanti gli appalti comunali.
Ripristinare la misurazione dell’indicatore QUARS (Indice di Qualità Regionale dello Sviluppo) che individua e collega le componenti di uno sviluppo fondato su concetti quali la sostenibilità ambientale, la qualità della vita, l’equità sociale e la solidarietà.
Verificare insieme alla categoria dei distributori la possibilità di portare a breve un distributore GPL in città.

I primi passi di AMC

L’Associazione d’Azione Civica AMO LA MIA CITTA’ (AMC) è stata fondata a Como nell’aprile del 2012 con lo scopo di perseguire due obiettivi prioritari:

1) Accrescere la partecipazione democratica e la comprensione dei bisogni della città, contribuendo ad armonizzare l’agenda comunale con le esigenze cittadine

2) Stimolare l’operato della nuova amministrazione comunale sia nella pratica che nell’elaborazione intellettuale.

AMC ha iniziato a svolgere tale missione già prima della pausa estiva attraverso due azioni dimostratesi in grado di definire chiaramente l’identità dell’associazione.

Con la prima iniziativa AMC ha proposto nel mese di luglio al sindaco Mario Lucini e alla sua giunta un documento contenente idee di immediata e facile realizzazione capaci di dare il segno che la città sta davvero e velocemente “cambiando passo”. Alcune idee sono state riprese nella pagina Facebook “Idee per Como che cambia” (https://www.facebook.com/quiora.AMC), mentre il documento completo è visibile sul nostro sito www.amolamiacitta.it.

Contestualmente, AMC ha sostenuto il ripristino dei gruppi di lavoro del cantiere del programma nella convinzione che questi rappresentino non solo una straordinaria opportunità di crescita civica, ma anche un incubatore di idee vitali per Como. In quest’ottica stiamo lavorando per allargare il più possibile l’apporto cittadino a sensibilità e a forze esterne alla coalizione.

Con queste due prime iniziative AMC ha inteso anche indicare un metodo di partecipazione e un principio di corresponsabilità che vede istituzioni e società civile muovere le proprie energie nell’esclusivo interesse della cosa pubblica e del bene comune. Siamo convinti infatti che l’arresto del declino della nostra città sarà tanto più efficace quanto più saremo tutti noi cittadini in grado di lavorare insieme al Comune per far di Como una città migliore.

Sotto questa luce AMC ha quindi individuato le azioni che ritiene più idonee al conseguimento dei suoi obiettivi prioritari:

1) PUBBLICARE UN BOLLETTINO INFORMATIVO

Divulgare e approfondire da un lato i lavori del Comune e dall’altro le esigenze della città

2) INDIVIDUARE E DIFFONDERE BUONE PRATICHE

Analizzare, adattare e proporre le “best practices” di altre città

3) ESSERE ASSOCIAZIONE INTERCULTURALE e INTERCOMUNITARIA

Coltivare la vocazione di AMC a essere una vera associazione interculturale per la miglior valorizzazione e il maggior coinvolgimento delle comunità straniere nel tessuto cittadino

4) STIMOLARE LA PARTECIPAZIONE

Organizzare Colloqui politico-culturali

Organizzare incontri di formazione sulla teoria e la pratica/tecnica della partecipazione

Stimolare la collaborazione con associazioni “sorelle”

5) INCORAGGIARE LE PARI OPPORTUNITA’

Approfondire il dibattito sulle pari opportunità viste come nodo cruciale per ogni miglioramento della qualità della vita e della coesione economica e sociale

A breve AMC organizzerà un evento di presentazione delle proprie azioni e finalità. Chi volesse contattarci prima di tale appuntamento potrà farlo tramite il nostro indirizzo email info@amolamiacitta.it.

Max Mondelli

Il Consiglio direttivo di AMC è composto da Chiara Bedetti, Danilo Lillia, Gisella Introzzi, Martino Villani, Max Mondelli, Massimo Lozzi, Pierluigi Della Vigna, Pietro Coerezza, Roberto Acerbis.