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La condizione delle seconde generazioni di figli di stranieri

Secondo l’attuale normativa quest’anno circa 15.000 adolescenti nati nel nostro Paese e di origine straniera (registrati all’anagrafe e residenti senza interruzioni in Italia) potranno diventare italiani. Per essere riconosciuti nostri connazionali a tutti gli effetti, queste ragazze e questi ragazzi dovranno presentare una richiesta al Comune di residenza tra il diciottesimo e il diciannovesimo anno di età. Se per qualsiasi ragione questo lasso temporale di un anno dovesse trascorrere senza che tale domanda venga formulata (cosa non rara vista la scarsa conoscenza della norma), il soggetto interessato pur culturalmente e affettivamente italiano non potrà far altro che chiedere il permesso di soggiorno, poi i rinnovi e attendere di essere riconosciuto dopo anni, finalmente, cittadino italiano.

Situazione ancora più difficile è quella dei ragazzi che vivono la loro infanzia e adolescenza in Italia ma sono nati all’estero da genitori stranieri. Al compimento della maggiore età, questi soggetti non hanno alcun percorso ad hoc per acquisire la cittadinanza italiana e sono costretti dal nostro Stato (da noi, quindi) a un crudele paradosso: da un lato sono cresciuti in un Paese che non li riconosce, dall’altro non hanno altra patria se non l’Italia. Questo stato di cose crea una situazione potenzialmente pericolosa, oltre che una condizione profondamente frustrante e ingiusta.

Le seconde generazioni maggiorenni nate all’estero, così come quelle nate in Italia ma che non hanno fatto richiesta di cittadinanza alla maggiore età, possono rinnovare il permesso di soggiorno per motivi familiari. Tale permesso sarà valido per la durata del permesso di soggiorno dei genitori, purché vengano soddisfatte le condizioni di reddito e di alloggio richieste per il ricongiungimento familiare.

In alternativa, le seconde generazioni possono ottenere un permesso di soggiorno per motivi di studio. Questo tipo di documento ha validità annuale: visti i tempi amministrativi italiani accade spesso che il permesso di soggiorno venga di fatto rilasciato già scaduto, creando così grandi difficoltà e frustrazioni ai titolari del permesso e ai loro famigliari.

Raggiunta la maggiore età, terminati gli studi e usciti dalla casa materna-paterna, per questi ragazzi le difficoltà sono ancora più rilevanti poiché per poter rinnovare il permesso di soggiorno è necessario essere in possesso di un contratto di lavoro. In mancanza di ciò, le autorità italiane rilasciano un “permesso di soggiorno per attesa occupazione” della durata di sei mesi, non rinnovabile. Dato l’alto tasso di disoccupazione giovanile nel nostro Paese, è evidente che i problemi ai quali questi giovani devono far fronte siano tutto tranne che marginali.

Infine, non essendo riconosciute come italiane, queste seconde generazioni sono escluse dai concorsi pubblici, dall’iscrizione ad alcuni albi professionali, da molte opportunità di studio e formazione e non possono accedere al servizio civile nazionale. E’ importante sottolineare che nella maggior parte dei casi si tratta di figli d’immigrati arrivati qui da piccolissimi, che hanno frequentato le scuole italiane e che hanno l’italiano come lingua madre, esattamente come i nati in Italia da famiglie italiane da generazioni.

Le seconde generazioni figlie di immigrati costituiscono senza ombra di dubbio una formidabile risorsa per la nostra comunità nazionale sia dal punto di vista culturale che economico. Ciononostante, l’Italia sembra fare di tutto per frustrarne le potenzialità e, in ultima analisi, negarne la dignità. In attesa di una nuova norma nazionale che sani questo vulnus nella nostra società, AMO LA MIA CITTA’ ritiene – in piena sintonia con il pensiero e le parole del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano – che l’attribuzione della cittadinanza simbolica, pur senza alcun valore giuridico, rappresenti “un prezioso contributo per un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica” capace di “riconoscere le seconde generazioni come parte integrante della nostra società”.

www.secondegenerazioni.it

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