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Considerazioni sul Bando Energia del Comune di Como

Cos’è il Bando Energia?

Il bando ha come oggetto l’affidamento del servizio energia comprendente fornitura di combustibile, gestione, conduzione, manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, adeguamento normativo, riqualificazione tecnologica e lavori di ristrutturazione degli impianti termici a servizio degli edifici dell’amministrazione comunale. Si noti che non ha come oggetto la riqualificazione energetica degli edifici. Il bando impegna il comune per 9 anni e prevede una base d’asta di circa 36 milioni di euro (IVA esclusa). Si tratta di un tema strategico sia in termini economici che in tema di politica energetica e di gestione degli appalti comunali.
Il bando è stato indetto il 18 maggio 2012 a soli due giorni dal ballottaggio per l’elezione a sindaco del comune di Como. Il bando fa quindi riferimento agli indirizzi della precedente amministrazione che non si è certo distinta per competenza e oculatezza nella gestione del patrimonio pubblico.
Gli edifici comunali inclusi nell’appalto sono 109 per un consumo annuo stimato di circa 102.000 GJ pari a circa 4 milioni anno di metri cubi di metano. Nel precedente bando del 2002 gli edifici erano 120 con un consumo annuo stimato di 67200 GJ pari a circa 2,7 milioni di metri cubi di metano.
La ripartizione fra le fonti di combustibile è la seguente:

2002 2012
Metano 28% 83%
Gasolio 65% 4%
Teleriscaldamento 7% 13%

Il primo punto da capire, non chiaro, è perché essendo diminuiti gli edifici e migliorato il rendimento degli impianti il consumo stimato a base d’asta sia aumentato.

Dietro segnalazione nostra e di altri esponenti della coalizione il bando è stato rimesso in discussione dalla Giunta che ha deciso una prima proroga da luglio a settembre e una successiva sospensione fino al 13 novembre. In assenza di nuove determinazioni il bando riaprirà con la possibile consegna degli elaborati a partire dal 13 novembre!

Le criticità e i limiti  del bando proposto:

  1. E’ in contrasto con il programma della coalizione in materia di energia non prevedendo interventi di riqualificazione energetica degli edifici e non assumendo alcun obiettivo di risparmio (anzi…)
  2. Non recepisce il decreto legislativo 115/2008 in particolare per quanto concerne l’impostazione di contratti a compenso sui risultati e non sui consumi (Energy Performance Contract)
  3. Non recepisce la recente direttiva europea (11/9/12) in relazione alle misure obbligatorie per il risparmio energetico incentrate non solo sugli impianti ma anche sulla riqualificazione energetica degli edifici.
  4. Non recepisce quanto previsto in materia di tutela delle piccole e medie imprese negli appalti pubblici dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214.
  5. Non assume espliciti obiettivi e criteri di risparmio energetico.
  6. Fa riferimento ad uno stato di fatto su cui non sono stati completati i collaudi sui lavori previsti dal bando precedente. Il bando è quindi impugnabile oltre ad essere esposto a possibili errori di progettazione.

Criteri per la revisione del bando

A fronte di quanto sopra riteniamo necessario che il bando attuale sia sostituito da un nuovo bando ispirato ai seguenti criteri:

1)    Pagamento del servizio calore non a consumo ma a prestazione come previsto dal DLgs. n. 115/2008. L’attuale bando si limita a stabilire un tetto di consumo che non include obbiettivi di risparmio. Gli appaltatori sono incentivati al consumo fino al raggiungimento del tetto (peraltro alto e senza assunzioni di risparmio). Chiediamo che il tetto sui consumi da inserire come base d’asta incorpori un obiettivo di risparmio energetico almeno del 10% . I risparmi rispetto alla base d’asta potrebbero essere in parte lasciati all’appaltatore incentivando così azioni di risparmio.

2)    Inserimento nel bando di interventi di riqualificazione energetica degli edifici e non solo degli impianti come previsto dalla direttiva UE.  Interventi da remunerare, almeno in parte, con obiettivi di risparmio garantiti dagli appaltatori in aggiunta al 10% da prevedere sui tetti di consumo.

3)    Quota lavori remunerata separatamente dai consumi per una percentuale non superiore al 20%. Il bando attuale include nel servizio calore una quota lavori per il 24% della quota combustibile. I lavori di razionalizzazione, adeguamento normativo e riqualificazione tecnologica sono necessari, ma si tenga presente che molte opere sono già state realizzate col precedente gestore e che le opere, edili o idrauliche che siano, fornite da gestori vengono pagate molto di più. Inoltre in una logica “a prestazione” le stesse imprese potrebbero individuare e farsi carico di una parte di lavori per ottenere risparmi a loro favore.

4)    Frazionamento dei lavori in lotti (almeno 3, ad esempio un lotto per zona ) con assegnazione ad ogni appaltatore di non più di un lotto. in modo da favorire le Piccole Medie Imprese come disposto al decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214.

Infine chiediamo che sia completato il collaudo delle opere previste dal precedente appalto prima di emettere il bando. I potenziali appaltatori stanno facendo i sopralluoghi di rilievo di uno stato di fatto che potrebbe essere modificato  in base a eventuali richieste del collaudatore (ad esempio realizzazione di opere previste nel progetto e poi non realizzate). Chi offre deve avere il quadro definitivo dello stato di fatto, contrariamente potrebbe impugnare il contratto oltre a progettare interventi incoerenti con lo stato di fatto definitivo.

Principali Benefici attesi da una revisione del band:

  • pieno recepimento della normativa mettendo il Comune al riparo da possibili contestazioni
  • risparmi superiori ai 5 milioni di euro rispetto a quanto previsto dal bando attuale
  • acquisizione, a parità di costi, di interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici
  • recepimento delle recenti disposizioni dell’Unione Europea evitando di far ricadere sul Comune ulteriori costi futuri per l’adeguamento alla normativa
  • ricadute positive sull’economia e l’occupazione locale ove vengano recepite logiche di suddivisione in lotti e tutela delle piccole e medie imprese locali
  • riduzione delle emissioni legate ai consumi per riscaldamento
  • benefici “politici”: una mancata revisione del bando sarebbe facilmente contestabile in nome del crescente malcontento verso sprechi e inefficienze della politica e della pubblica amministrazione; toglierebbe inoltre legittimità ad ulteriori richieste di sacrifici ai cittadini in nome dell’equilibrio di bilancio; la revisione del bando confermerebbe la capacità e la volontà dell’amministrazione di attuare il programma di coalizione
  • competizione “virtuosa” fra le imprese appaltatrici sui diversi lotti

A fronte dei benefici sopra esposti gli eventuali costi di una revisione del bando sarebbero minimi e trascurabili considerando anche i risparmi ottenibili.

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